Pallamano Camerano, si riparte da Parma

Andrea Badialetti: “dovremo stare subito sul pezzo per portare a casa i due punti"

Camerano, 13 novembre 2020 – La Pallamano Camerano riprende il suo cammino in campionato. Dopo due settimane di stop i ragazzi di coach Davide Campana sono pronti a rimettersi in moto per tornare a fare punti e continuare a veleggiare nelle parti nobili di classifica.

La trasferta di turno vede i gialloblu impegnati in quel di Parma contro la locale compagine: gli emiliani sono fermi a quota 4 punti in classifica generale, con 6 match disputati come i cameranesi, anche se nell’ultimo turno hanno vinto in casa dell’Ambra. Squadra cambiata rispetto alla passata stagione, concede qualcosa in difesa con 173 gol al passivo.

Andrea Badialetti

Dal canto loro i ragazzi di Campana vogliono riprendere a fare punti e ritrovare il ritmo che avevano prima della pausa.

«Questo stop di due settimane è stato positivo per certi versi – commenta Andrea Badialettiperché ci ha permesso di recuperare alcune energie sia fisiche che mentali, però venivamo da una buona striscia di risultati e di gioco. A Rubiera abbiamo ottenuto un pareggio dal sapore beffardo e, tolta la sconfitta a Carpi, abbiamo ottenuto tutte vittorie. Adesso andiamo a Parma, una squadra ostica, perché anche se la classifica non li sta premiando sono una bella squadra. Dovremo giocare al 110% perché lo stop non ci aiuta come ritmo gara, quindi dovremo stare subito sul pezzo per portare a casa i due punti».

Fischio d’inizio sabato 14 novembre alle ore 19.30 al Palazzetto del Bono di Parma. Dirige l’incontro la coppia arbitrale Corioni Matteo – Falvo Pierluigi.

 

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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