Pallamano Camerano raddoppia in A2: oltre alla maschile iscrive la femminile

Tornano a fiorire gli antichi fasti della società gialloblu

Camerano, 27 luglio 2021 – Novità in casa Pallamano Camerano. Mentre si scaldano i motori per la prima squadra maschile che sarà come sempre ai blocchi di partenza per il campionato di A2, con la preparazione al via il 9 agosto, una succosa novità attende gli sportivi cameranesi.

Pallamano Camerano – Le ragazze dell’Under 15 vicecampionesse d’Italia che formeranno l’ossatura della squadra novità in A2 nella prossima stagione

La società gialloblu ha deciso di iscriversi anche al campionato di A2 femminile così, per la prossima stagione, avrà ai blocchi di partenza ben due prime squadre nei campionati nazionali. Un risultato importante che segna anche una sorta di ritorno al passato, dal momento che nel 1979 la società di allora partì proprio come squadra femminile, raggiungendo risultati di prestigio nell’arco della sua storia.

«Sarà un’A2 per mettere partite nelle gambe alle nostre giovani – commenta coach Davide Campana che seguirà il progetto – che saranno affiancate da due/tre elementi d’esperienza. Il gruppo di partenza sarà quello delle Under 17 – spiega il coach – che sono la maggior parte delle componenti delle vice campionesse d’Italia dell’Under 15. Sarà un modo per dare continuità al lavoro che stiamo facendo, e siamo consapevoli che potremo pagare l’aspetto fisico e quello dell’esperienza, però siamo soddisfatti di fare questo campionato».

Dopo tanti anni, dunque, a Camerano torna di nuovo in prima linea una squadra femminile che affronterà un campionato senior, di buon auspicio per i prossimi anni. La società gialloblu, per le ragazze, punta a fare più esperienza possibile senza dare troppo peso ai risultati. Non a caso ha scelto di partecipare anche ai campionati Under 20 e Under 17.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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