Pallamano Camerano mette sotto anche il Parma

Partita ostica ma vincente contro un avversario debole solo sulla carta

PARMA PALLAMANO – PALLAMANO CAMERANO 21-28 (11-14)

Handball Serie A2 maschile girone B

Camerano, 15 novembre 2020 – Il Camerano dell’Handball non si ferma più. I ragazzi di coach Davide Campana si impongono su una coriacea Parma per 21-28 e rimangono in scia al gruppo di testa della classifica.

Un successo arrivato dopo due settimane di pausa, anche se i gialloblu hanno dimostrato di essere tornati subito sul pezzo, contro un avversario ostico che non si è mai arreso. Infatti, dopo un primo tempo in equilibrio sul 11-14, nel secondo tempo i ragazzi di Campana hanno gestito il vantaggio ma non sono mai riusciti a prendere il largo, chiudendo alla fine sul 21-28.

«La partita è andata abbastanza bene perché Parma – commenta il coach – nonostante i 4 punti in classifica ha venduto cara la pelle e non sarà un parquet facile per nessuno. Hanno sempre messo in campo i loro principi e non siamo mai riusciti a trovare un allungo decisivo, anche se siamo stati sempre in controllo del match. Abbiamo ruotato anche tanto perché quando c’è stato un calo fisico da parte di chi aveva giocato maggiormente, chi è subentrato ha avuto comunque un ottimo impatto sulla sfida. Oggi, bella prova di Marinelli – ha sottolineato Campana – che non ha sentito il peso di essere l’unica ala sinistra in campo, visto l’infortunio di Gardi, ma sono felice della prestazione di tutta la squadra perché questi sono due punti pesanti, ottenuti in un campo ostico».

Il Tabellino

PARMA: Abbati, Cortesi Alb. 3, Cortesi Ale., Cusumano, Ganev, Gobetti, Guatelli, Oppici 4, Palazov 4, Perez 8, Raimondi, Sozzi, Zinelli 1; All. Palazov

CAMERANO: Badialetti 3, Bilò, Boccolini, Covali 2, D’Agostino 1, Giambartolomei 2, Grilli 6, Manfredi 2, Marinelli 11, Marotta, Sanchez, Scandali, Selmani 1; All. Campana

Arbitri: Corioni – Falvo

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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