Pallamano Camerano ha dieci giorni per ricaricare le batterie

Dopo lo stop forzato dovuto al coronavirus contro la Fiorentina i gialloblu si fermano di nuovo per cedere il passo alle gare della Nazionale

Handball serie A2 Maschile girone B

Camerano, 4 novembre 2020 – Primo momento di bilancio e riflessione per Pallamano Camerano dopo queste settimane di pausa: lo scorso weekend per la positività di alcuni elementi della Fiorentina con il match rinviato, questo fine settimana per la pausa dovuta alle gare della Nazionale.

Time out per Pallamano Camerano

Un inizio di campionato a dir poco scoppiettante per la squadra di mister Davide Campana che naviga nelle zone altissime di classifica, nonostante abbia già giocato contro squadre molto quotate come ad esempio Secchia Rubiera, strappandogli addirittura un punto d’oro fuori casa. Una posizione dovuta principalmente ad una difesa imperforabile, la migliore del torneo, e all’ottima organizzazione di squadra: due dei punti fermi con i quali la squadra deve proseguire.

«Mi spiace per il rinvio della partita contro Fiorentina che si sarebbe dovuta giocare a casa nostra, ma dobbiamo adeguarci tutti a questi che sono rigidi protocolli perché ne va della salute nostra e di tutto lo sport – commenta Davide Campana – un peccato perché veniamo da una striscia di risultati positivi e di altrettante prestazioni sul campo, confermata dall’ultima trasferta a Rubiera, dove abbiamo creduto fino all’ultimo di arrivare alla vittoria. Sfrutteremo questo periodo di pausa soprattutto a livello mentale, di concentrazione oltre che di preparazione fisica, per arrivare pronti e carichi per la prossima trasferta di Parma”.

L’appuntamento con i tifosi dunque è per l’ottava giornata del girone di andata che vedrà Pallamano Camerano giocare in trasferta a Parma sabato 14 novembre con inizio alle 19.30.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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