Pallamano Camerano: e sono due vittorie di fila!

Pallamano Serie A2 girone C

Bastia – Camerano 29 : 31

Parziale primo tempo: 14 : 15

Palasport Paternesi

Foligno – Dopo la vittoria di domenica scorsa contro il Carrara i ragazzi di mister Cardogna affrontano gli umbri del Bastia. Si presentano in 12 nel bel palazzetto Paternesi con diversi giocatori in infermeria, tra i quali Campanale, l’ottimo difensore del Camerano.

Foligno – Azione di gioco del Camerano: passaggio al pivot Cirilli che va al tiro

Sono gli ospiti a portarsi subito in vantaggio e al 15° sono già avanti di 5, il Bastia non ci sta e con un incontenibile Gaetano si porta a -1 alla fine del primo tempo.

Nella ripresa il Camerano allunga fino al 28 a 22, ma sono sempre gli umbri ad accorciare le distanze portandosi sul 27 a 30. Gli ultimi istanti della partita sono al cardiopalma , basti pensare che nell’ultimo minuto di gara sono stati segnati 3 goal. Chiude e vince il Camerano per 31 a 29.

Foligno – Timeout del Camerano, in primo piano il portiere Sanchez con il numero 22

Con le ultime due vittorie si smuove la classifica dei ragazzi di Cardogna che iniziano a intravvedere la luce dopo un inizio stentato nelle prime sei giornate.

Bastia: Balducci, Bernardo 6, Betti, Felicioni, Gaetano 11, Guerrato, Ridolfi, Rosi 1, Rossi D,
Rossi M 3, Tosti 2, Breahna 6, Marini. Allenatori: Contini – Stipa

Camerano: Badialetti 7, Boccolini 3, Fabiani, Marinelli 2, Pagliarecci 2, Recanatini M 3, Recanatini P, Sanchez 1, Scandali 3, Cirilli 7, Gardi 4, Marseglia. Allenatore: Cardogna

Risultati 8ª giornata Andata

Monteprandone – Rapid Nonantola 24-36

Faenza – Chiaravalle 35-20

Parma – Massa Marittima 31-27

Bastia – Camerano 29-31

Carrara – Secchia Rubiera 29-29

Poggibonsese -Ambra 31-32

Prossima giornata 9ª Andata

Ambra – Carrara

Secchia Rubiera – Faenza

Rapid Nonantola – Parma

Massa Marittima – Poggibonsese

Chiaravalle – Bastia

Camerano – Monteprandone

 

Rosalba Rubini


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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