Pallamano Camerano domenica in casa con il 2 Agosto Bologna

Sarà festa con sorprese nell’ultima partita casalinga della stagione prima di chiudere in trasferta il 13 aprile contro Romagna

Camerano, 4 aprile 2019 – Pallamano Camerano, che la festa abbia inizio! Dopo la certezza della matematica permanenza in A2 della Palazzi Band, i gialloblu possono godersi il finale di stagione con le due partite che restano per chiudere la regular season.

Si comincia domenica contro il 2 Agosto Bologna, in casa, e sarà una giornata di festa in cui sono invitati tutti i supporters della Pallamano Camerano che tra le mura amiche hanno dato quella marcia in più per raggiungere tale traguardo.  Ovviamente c’è la voglia di chiudere nel migliore dei modi la stagione con una vittoria, che sarebbe un bel modo di congedarsi davanti ai propri tifosi.

In maglia rossa, Mario Sanchez, portierone della Pallamano Camerano

«Sarà sicuramente una partita speciale perché festeggeremo insieme al nostro pubblico che ci ha sempre dato una mano – commenta l’esperto portiere Mario SanchezUna salvezza meritata nonostante le difficoltà che abbiamo avuto quest’anno e per le partite perse di poco in modo beffardo. Però abbiamo conquistato la salvezza con due giornate d’anticipo e ce la siamo meritata insieme. A livello personale mi sono arricchito di una nuova esperienza, conquistare una salvezza è sempre un bel traguardo a qualsiasi età. Per quanto riguarda il pubblico si merita questa salvezza per tutto l’appoggio che ci ha dato e che continuerà a darci».

Per i tifosi gialloblu presenti al palazzetto ci sarà una maglia celebrativa per questo traguardo e tante altre sorprese. Fischio d’inizio domenica 7 Aprile alle ore 18.00 al Palazzetto di Camerano. Dirige l’incontro la coppia arbitrale Ciotola – Ramoul.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Clima, ambiente e Greta Thunberg

Un paio di trecce salveranno il Mondo… forse


19 aprile 2019 – «Parlo a nome delle future generazioni: nel 2030 avrò 26 anni, mi dicono che sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non ne sono così sicura». Ha esordito così, ieri al Senato della Repubblica, Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta paladina mondiale dello sviluppo sostenibile, e contro il cambiamento climatico, con lo slogan: “Sciopero scolastico per il clima”.

«Le persone come me – ha continuato Greta – hanno avuto tutto ciò che potevano immaginare ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro c’è stato scippato. Ci avete mentito, ci avete dato false speranze, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare ed è così, ma solo per ora».

Questa ragazzina con le trecce, amica di Papa Francesco e icona di milioni di studenti, non gliel’ha certo mandato a dire ai nostri soloni della politica: «Il cambiamento sta arrivando e non potete farci niente. Basta solo decidere di fare una cosa, per farla – ha detto loro – Come per i fondi raccolti in 24 ore per Notre Dame».

Greta Thunberg con il cartello: “sciopero scolastico per il clima” (foto di Anders Hellberg)

E proprio qui sta il punto, la chiave di volta dell’intera questione. In un mondo opportunista, egoista, cieco per comodo e per profitto qual è quello che viviamo, ci sono le risorse economiche per fare di tutto e di più. Basta decidere di volerlo fare. E fino ad oggi, sul tema climatico e su quello della salvaguardia del Pianeta dall’inquinamento, i potenti del Mondo hanno deciso di non fare. E quel poco che è stato fatto ha inciso sui risultati lo zero virgola…

Nazioni sorde come gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori inquinatori del Pianeta, fanno orecchie da mercante alle azioni e ai protocolli messi in campo con grande difficoltà dall’Europa. Troppo grandi, per loro, gli investimenti da mettere in campo per ridurre gli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Inutili, a loro dire, perché non è l’inquinamento delle loro fabbriche a produrre il fenomeno.

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha rivolto un grazie speciale a Greta: «Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare il tema ambientale al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile e tortuosa».

Belle parole, Presidente, ma la gente è stufa delle parole. Occorrono fatti concreti, azioni importanti e durevoli. Questo pianeta non appartiene a lei, alla Cina o agli Stati Uniti, appartiene alle generazioni future. Noi siamo solo un tramite, e abbiamo l’obbligo e il dovere di consegnare loro lo stesso pianeta ereditato dai nostri nonni e dai nostri padri. Non un torrente, una specie animale o un albero di meno. Sarebbe un furto all’Umanità.


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