Pallamano Camerano affoga nel Secchia Rubiera

I gialloblu davanti al pubblico amico perdono di misura per 22-23

PALLAMANO CAMERANO – PALLAMANO SECCHIA RUBIERA 22-23 (13-11 pt)

Camerano, 11 febbraio 2019 – La Pallamano Camerano subisce il Secchia Rubiera, squadra della provincia di Reggio Emilia ora al quarto posto della classifica. I gialloblu, sconfitti davanti al pubblico amico di misura per 22-23, giocano un match che li ha visti in vantaggio per buona parte del secondo tempo. I due punti sarebbero serviti ai ragazzi di coach Sergio Palazzi per recuperare fiducia in sé stessi.

I primi 20 minuti si giocano sul filo del rasoio, punto a punto. Parte bene il Rubiera con una rete dopo pochi secondi del numero 2, Boni. I gialloblu recuperano dopo poco con Grilli e da lì il primo tempo viaggia in parità. Una rete i reggiani, una i cameranensi. I nostri sprecano qualche palla, ma restano in partita e con la grinta che li contraddistingue chiudono il primo tempo con due reti di vantaggio 13-11.

Il secondo tempo inizia bene per i gialloblu che con due gol fulminei staccano ancora di più gli avversari arrivando 15-11. Lo sprint però non basta, i ragazzi del Secchia Rubiera recuperano le forze e, in breve tempo, il distacco. Non mancano i falli, scorretti e non fischiati, tanto che Cirilli finisce con la maglia letteralmente strappata dalla difesa avversaria. Al 47° il Secchia Rubiera arriva a pareggiare 19-19. I gialloblu resistono fino al 55°, ma gli avversari non mollano e ingranano la marcia del sorpasso. La partita si chiude di misura, 22-23 nonostante la tenacia dei ragazzi di casa.

Concentrazione ora per la partita di sabato prossimo a Modena, un punto sotto ai nostri in classifica. Fondamentale mantenere almeno il divario per continuare la lotta alla salvezza.

Il Tabellino

PALLAMANO CAMERANO: Badialetti 4, Boccolini, Campanale, Cirilli 3, Gardi , Marinelli 3, Recanatini 1, Sabbatini 5, Sanchez, Scandali 1, Selmani, Grilli 3, Manfredi, Covali 2, Guerrero All. Palazzi

PALLAMANO SECCHIA RUBIERA: Bartoli, Boni 6, Bortolotti 4, Giovanardi 1, Hila Pashko 1, Mezzetti, Paroncini 3, Rivi, Salati, Santieri 1, Filippini, Lugli, Mazzieri 7, Panettieri 4, Bartoli D., Soria All. Agazzani

Arbitri: Romana, Ciotola

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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