Pallamano Camerano a caccia del riscatto

Al PalaPrincipi, domenica 11 ottobre ore 18, arriva l’Ambra

HandBall A2 Maschile girone B

Camerano, 10 ottobre 2020 – La Pallamano Camerano in cerca di riscatto. Dopo lo stop sul filo di lana in quel di Carpi, i gialloblu tornano davanti al pubblico amico per provare a continuare il trend positivo inanellato nelle prime due giornate di campionato.

L’avversario di turno è l’Ambra, attualmente ancora a secco di vittorie, una squadra giovane ma comunque competitiva che verrà a Camerano con la voglia di mettersi in mostra. I ragazzi di coach Davide Campana si sono allenati nel migliore dei modi, per affrontare questa sfida.

Roberto Scandali in azione 

«Siamo reduci da una partita persa contro il Carpi – commenta Roberto Scandaliin cui abbiamo tenuto testa ad un’ottima compagine. I ragazzi hanno dato l’anima come sempre e questo è un aspetto positivo. La prossima partita contro l’Ambra non sarà una sfida facile perché, anche se avremo di fronte una formazione rivoluzionata rispetto al passato, rimangono una compagine ostica. Cercheremo di portare a casa i due punti: stiamo lavorando molto bene e sarebbe il giusto premio per i nostri sforzi. Siamo un blocco consolidato ormai, dove c’è tanto affiatamento, e questa positività si sente e si vede anche durante gli allenamenti ed in mezzo al campo».

Infine, un pensiero anche ai più piccoli della Pallamano Camerano, seguiti come sempre da Roberto. «Abbiamo confermato i tre gruppi Under 7, 9 e 11 – conclude Scandali – con numeri in crescita nonostante il Covid-19. Lavoriamo ovviamente in assoluta sicurezza, facendo divertire i più piccoli con questo bellissimo sport».

Fischio d’inizio domenica 11 ottobre alle ore 18.00 al PalaPrincipi. Dirigono l’incontro i signori Diego CiotolaAlessandro Marcelli.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona, il sindaco Mancinelli faccia il sindaco

Levata di scudi in mezza Italia per le disposizioni dell’ultimo Dpcm


Ancona, 19 ottobre 2020 – “Il decreto dispone anche la facoltà per i Sindaci di disporre la chiusura al pubblico dopo le ore 21 di vie o piazze nei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso a negozi aperti e abitazioni”. Recita così il testo dell’ultimo Dpcm 18 ottobre 2020 in vigore da oggi in tutta Italia. Uno dei nove punti con i quali il Governo Conte cerca di dare risposte alla recrudescenza del Covid-19 registrata nel Bel Paese in questi giorni.

Un punto che ha fatto indignare non pochi Sindaci lungo tutto lo Stivale perché, dicono, non spetta loro la decisione di chiudere vie o piazze. Perché, dicono questi esimi primi cittadini, in questo modo il Governo se ne lava le mani e scarica tutta la responsabilità di decisioni pesanti su di loro, vittime inermi della situazione e dell’arroganza del Governo nazionale.

Poverini questi Sindaci, chiamati una volta tanto a prendersi per davvero le proprie responsabilità, a metterci per davvero la faccia nel prendere decisioni reali, pesanti, scomode, di quelle che, per davvero, fanno perdere voti e consensi. Ché, per attuarle, bisogna per davvero tirare fuori i “rognoni” e non guardare in faccia nessuno.

Ma se vuoi fare il sindaco, ti devi prendere le tue responsabilità. Quelle che hai accettato di prendere quando hai indossato la fascia tricolore. Quelle che sono regolamentate dalla Legge da sempre. Quelle che, se te le prendi, fanno davvero la differenza tra un grande sindaco e un sindaco mediocre. Il premier Giuseppe Conte, ieri sera, lo ha ripetuto in modo chiaro: “Ognuno di noi in questa fase deve fare la propria parte”. I cittadini stanno facendo la loro, cari Sindaci, adesso voi fate la vostra!

Invece, ad Ancona il sindaco Valeria Mancinelli (foto) sulla sua pagina social scrive: “Inaccettabile e inapplicabile la norma che scarica sui Comuni la gestione, in realtà, del coprifuoco, senza uomini e senza mezzi. Tutti i Comuni italiani sono in rivolta e chiedono al Governo di cambiarla. Ora.

Ma davvero la Mancinelli (“e tutti i Comuni italiani” come scrive lei, forte d’essere stata appena eletta presidente di Anci Marche), crede che certe norme le debba applicare solo il Governo? Ci arriva o no a capire che Giuseppe Conte non può avere in contemporanea contezza di quanto accade ad Ancona nei quartieri, nelle vie e nelle piazze? O in quelle di Agrigento, di Forlimpopoli, di Settimo Torinese, Vittorio Veneto, Frosinone, Bordighera, San Martino Buon Albergo, Montepulciano, Cosenza, Vieste e vattelapesca, solo per citare una decina di Comuni sui circa ottomila che insistono sul territorio nazionale?.

Solo il Sindaco, grazie alla Polizia municipale ai Carabinieri e agli operatori sanitari, può avere il polso della situazione; conoscere come si stanno muovendo i propri concittadini, quali sono le zone a rischio della sua città, e di conseguenza sapere dove intervenire per arginare o dove non intervenire perché non ci sono assembramenti. Chi altri? Un Sindaco questo potere ce l’ha, e deve avere il coraggio e trovare i mezzi per esercitarlo.

Se un Sindaco non è in grado di fare ciò, forse deve trovare il coraggio di guardarsi allo specchio e di domandarsi se è davvero in grado di fare il sindaco. Ma con la s minuscola, stavolta.

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