Pallamano Camerano, 9° posto per l’U17 maschile alle finali nazionali

Soddisfazione per le quattro vittorie su cinque gare disputate

Camerano, 8 giugno 2021 – Ottimo cammino per i giovani ragazzi della Pallamano Camerano dell’Under 17 maschile che alle finali nazionali di Chieti chiudono al nono posto. Un percorso che ha visto i gialloblu, dopo il primato nel campionato d’area Marche – Abruzzo, arrivare con buone aspettative al prestigioso palcoscenico nazionale. Dopo le due vittorie contro Benevento e Carpi, a fronte di una sconfitta contro il Derthona finalista nel girone preliminare, arriva un terzo posto deciso dalla differenza reti per i quattro punti in classifica conquistati anche da piemontesi ed emiliani.

Pallamano Camerano, l’Under 17 maschile alle finali nazionali di Chieti

Seguivano altre due vittorie consecutive ottenute nel successivo placement round contro Giovinetto e Teramo. Nonostante un pizzico di rammarico per il piazzamento resta senza dubbio tutta la soddisfazione per le quattro vittorie su cinque gare disputate, ma soprattutto per la consapevolezza di essersi confrontati ad armi pari con le migliori formazioni di categoria del panorama nazionale.

Tra l’altro, a livello individuale, i giovani gialloblu si sono distinti sia in termini realizzativi, Edoardo Francelli e Simone Giambartolomei sono risultati tra i primi quindici migliori realizzatori del torneo, sia di prestazione, con Simone Giambartolomei eletto come miglior terzino destro delle finali nazionali Under 17 2020-2021.

Gli atleti che hanno preso parte alla manifestazione:

Bartolucci Ludovico, Belardinelli Alex, Cardillo Emanuele, Carloni Nicolas, Casavecchia Filippo Maria, Francelli Edoardo, Francinella Pietro, Giambartolomei Simone, Magnaterra Harry, Marotta Alessandro, Pandolfi Alessandro, Papa Alex e Vagnoni Alessandro.

Prossimi appuntamenti per le squadre gialloblu: giovedì 10 giugno, con l’U19 maschile impegnata per le finali nazionali; martedì 8 giugno con l’U15 maschile che affronta il Silvi a Teramo per la finale del campionato d’Area.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

© riproduzione riservata

 


link dell'articolo