L’Under 15 femminile della Pallamano Camerano vice campione d’Italia

Nelle finals maschili, stessa categoria, Camerano chiude al 7° posto

Camerano, 13 luglio 2021 – L’Under 15 femminile della Pallamano Camerano si laurea vice campione d’Italia. Grande soddisfazione in casa gialloblu per lo storico traguardo raggiunto dalle ragazze allenate da coach Davide Campana.

Nella cornice del Play Hall di Riccione, teatro delle finals U15, per un soffio le cameranesi non hanno portato a casa un titolo così prestigioso. Un percorso comunque entusiasmante il loro: hanno incontrato avversarie di grande livello ma sono sempre riuscite a sfoderare prestazioni convincenti, mostrando grande maturità e qualità tecniche in mezzo al campo.

Riccione – La premiazione dell’Under 15 femminile della Pallamano Camerano 

Le gialloblu si sono arrese solo nella finalissima, 32-26 a favore del Tushe Prato, giocando una gara dai due volti: prima l’allungo prepotente delle toscane, poi il ritorno impetuoso delle ragazze di coach Campana uscite a testa altissima dal campo. E a dirlo sono anche i riconoscimenti e i numeri: Isabel Bilò premiata come miglior ala mentre, tra le prime 20 marcatrici, ben tre giocatrici sono gialloblu: Silvia Scandali, Isabel Bilò e Cristina Forconi; due nelle prime dieci.

Non abbiamo più parole per descrivere quello che stanno facendo queste ragazze – il commento di coach Davide Campana – È un progetto che è partito 4 anni fa, e speravamo di entrare nel novero delle prime quattro d’Italia. Abbiamo incontrato un girone tosto e, anche se abbiamo giocato bene, abbiamo sbagliato un tempo con l’Oderzo e lo stavamo per pagare a caro prezzo. Alla fine ci siamo classificate come seconde in un girone di altissimo livello, contro avversarie come il Conversano.

Coach Davide Campana

Per Camerano è stato un anno ricco di soddisfazioni, anche a livello di prima squadra – riassume Campana – Un risultato che premia il lavoro di tutta la società e di tutto lo staff tecnico di questi anni. Ora dobbiamo migliorare ulteriormente in termini di numeri e di qualità del lavoro per dare lustro alla nostra città. Quest’anno, grazie ai risultati conseguiti, abbiamo ottenuto una visibilità importante e speriamo di poter avere un impianto tutto nostro visto il lavoro e l’aspetto sociale che stiamo portando avanti».

Sull’altra sponda, alle finals di Riccione i maschietti dell’Under 15 cameranese hanno chiuso al 7° posto. Un piazzamento importante per questi giovanissimi che hanno affrontato le migliori squadre d’Italia non sfigurando affatto. Non a caso, Simone Giambartolomei è stato premiato come miglior terzino della competizione.

Riccione – Un momento di esultanza per i ragazzi dell’Under 15 cameranese

Anche per loro, il giudizio più che positivo di coach Campana. «Un piazzamento strameritato per i ragazzi che hanno dato tutto. Nel girone abbiamo pareggiato con Medicea, poi con il Silvi ed abbiamo fatto la bella contro Derthona, una tra le migliori squadre in circolazione. Abbiamo affrontato alla grande queste sfide, arrivando primi in un girone molto equilibrato».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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