La Vigor Camerano scalda i motori in vista della prossima stagione

Partecipa al campionato amatoriale Sportware di calcio a 5 in serie B

Camerano, 24 agosto 2020 –  La Vigor Camerano è tornata a sudare. Una nuova entusiasmante avventura per i cameranesi che li vede ai nastri di partenza con una rosa molto diversa rispetto alla passata annata agonistica.

I rosanero parteciperanno alla serie B del campionato amatoriale di calcio a 5 Sportware, con l’obbiettivo di arrivare in alto e togliersi grandi soddisfazioni.

Camerano – La squadra dello scorso campionato della Vigor calcio a 5

La panchina è affidata ancora una volta a Massimo Battistoni, simbolo del calcio a 5 cameranese. A completare lo staff tecnico, Roberto Marinelli in qualità di presidente e Cristian Carloni in veste di vice-allenatore.

La Vigor, che giocherà le partite casalinghe al centro Fair Play alla Baraccola, avrebbe potuto iscriversi alla massima categoria ma vista l’incertezza legata alla situazione Covid-19 e i profondi cambiamenti nella rosa, si è preferito partire dalla serie B.

Prima del campionato la squadra sarà impegnata nella coppa di Lega calcio a 5, che inizierà presumibilmente il 24 settembre.

La rosa della squadra 2020/2021 (in grassetto i nuovi acquisti):

Portieri: Cavalieri, Gianfelici, Pollonara

Centrali: Cecconi, Iurillo, Marinelli

Laterali: Maggetti, Petraccini, Polenta, Rubini, Toppa, Ubaldi, Vitaloni

Pivot: Battistoni, Cameranesi

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

A quattrocento cameranesi chiedo: perché?

Ci sono storie e comportamenti difficili da spiegare al di là di tutto


Camerano, 23 settembre 2020 – Il cielo oggi, è di un grigio perla quasi uniforme con qualche squarcio di sbuffi biancastri. E piove, un po’ di traverso. Una giornata cameranese di primo autunno che mette tristezza. Forse, quella stessa tristezza mista a un leggero scoramento che deve provare Lorenzo Rabini (foto) in queste ore. Perché non puoi sentirti diversamente quando ti senti tradito o non considerato dai tuoi stessi compaesani.

Per farla breve: Rabini, con alle spalle una lunga militanza politica nel centrodestra consumata nei decenni dai banchi dell’opposizione in Consiglio comunale, in quello provinciale e con incarichi di responsabile di Fratelli d’Italia per la provincia di Ancona, quest’anno si è candidato per un posto da consigliere in Regione Marche. Per la seconda volta nell’arco della sua carriera. La prima volta (2000) gli andò male, oggi pure. In entrambi i tentativi non è riuscito a farsi eleggere.

Ora, ci sta che un politico di professione abbia alti e bassi, che il vento del consenso non spiri sempre dalla sua parte, anche perché l’elettorato è talmente umorale e legato a questioni interdipendenti dal suo operato che spesso lo premia o lo castiga “ad cazzum” come dicevano i latini.

Dunque, perdere ci sta. Ma a volte il come perdi è più devastante della sconfitta in sé. Rabini, unico candidato cameranese alla Regione, sul voto massiccio dei suoi compaesani contava parecchio. Per loro, e per Camerano, dagli scranni del Consiglio regionale avrebbe potuto fare parecchio. E Dio solo sa quanto Camerano abbia bisogno di una mano per tornare ad essere un po’ più viva.

Il mio precedente editoriale, su questo stesso tema, era stato piuttosto esplicito. Evidentemente, è stato un editoriale muto. Rabini ha perso. Nella provincia ha raccolto un totale di 890 voti. A Camerano, quello che doveva essere il suo bacino di voti più importante, ha raccolto 390 preferenze: una miseria rispetto alle migliaia di cameranesi che hanno votato. Ma l’assurdo, per lui, è un altro.

Qui a Camerano il suo partito, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, è risultato il primo partito con 790 voti. Significa che 790 cameranesi hanno messo la X sul simbolo di Fratelli d’Italia, ma solo 390 di questi hanno aggiunto di fianco al simbolo il nome Rabini. Quattrocento cameranesi non l’hanno fatto: perché? Perché Rabini gli sta antipatico? Perché Rabini gli ha fatto qualche sgarbo? Perché Rabini tifa Juventus? A quei quattrocento chiedo: perché?

E sia ben chiaro. Chi scrive non vota Fratelli d’Italia; non va a cena con Rabini (non ci sono mai andato e in fondo un po’ mi dispiace), l’unica cosa che mi lega a Lorenzo, oltre ad una profonda stima verso la persona e il suo sapere di politica (si chiama esperienza), è il tifo per la stessa squadra di calcio. Avrei fatto lo stesso ragionamento anche se al suo posto ci fosse stata il sindaco! Nonostante ciò, lunedì l’ho votato, per lui e per Camerano.

Il problema qui non è Rabini. Il problema sono quei quattrocento cameranesi. Vogliamo mettere che una trentina pensavano che votando il simbolo votavano anche lui? Mettiamolo! E gli altri 370? Forse le loro preferenze, se espresse, non avrebbero portato comunque Rabini in Regione, ma almeno avrebbero dimostrato che c’era un’unità d’intenti, una volontà precisa, la dimostrazione che una fetta di cameranesi, pur se piccola, qualcosa per il paese è disposta a farla oltre ad una semplice croce. Al di là del colore degli schieramenti. Al di là della stupidità!

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