La sveglia alle ragazze dell’A2 la dà coach Campana

L’allenatore della prima squadra maschile della Pallamano Camerano passa alla guida di quella femminile

Camerano, 22 agosto 2021 – La prima squadra femminile della Pallamano Camerano ha il suo nuovo tecnico. Dopo la decisione della società di partecipare al campionato di A2 femminile, una novità importante in casa gialloblu, la dirigenza ha identificato il profilo per seguire questo progetto. La scelta è ricaduta su coach Davide Campana che, di concerto con la società, ha accettato con entusiasmo questa proposta, avendo già guidato le ragazze nelle giovanili. Il tecnico passa quindi dalla prima squadra maschile a questa femminile.

Coach Davide Campana alla guida dell’A2 femminile della Pallamano Camerano  

«La nostra scelta di partecipare al campionato di A2 nasce dal fatto di far fare esperienza alle ragazze Under 15 che sono diventate vice campionesse d’Italia – commenta coach Campana – alle quali si aggiungono Alice Giambartolomei, che seppur giovane ha già militato in questa serie, Roberta Velieri, che è tornata a casa dopo tanti anni lontana da Camerano, ed in porta Valeria Rombini, che riprende l’attività agonistica dopo che si era fermata».

La squadra femminile è così al completo. «Abbiamo adesso un gruppo di 14 giocatrici – riassume Campana – probabilmente pagheremo lo scotto fisico, perché sotto l’aspetto antropometrico siamo più piccole rispetto alle altre, e quello dell’esperienza, ma sono sicuro che questo progetto di quattro anni porterà dei risultati come li ha portati nei precedenti quattro con il raggiungimento della finale nazionale under 15».

Dopo tanti anni, dunque, riparte il movimento femminile dell’Handball a Camerano con una squadra senior. «Dobbiamo essere bravi ad avere continuità ed allenare le ragazze per creare un ciclo lungo gli anni, per far sì che questo sforzo non sia vano – conclude Campana – Sicuramente, sono convinto che nel corso degli anni ci saranno diverse soddisfazioni, sotto l’aspetto dell’emozione e sociale, se poi arriveranno anche dei risultati sul campo ne saremo ulteriormente felici».

L’avvio della preparazione è fissato per lunedì 30 agosto.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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