La Pallamano Camerano ripescata in A2

C’è grande soddisfazione in società: “Stiamo dando una grande opportunità ai nostri atleti”

Camerano, 18 luglio 2018 – Era nell’aria! Ma soltanto domenica 15 luglio il Consiglio Federale ha ufficializzato il ripescaggio della Pallamano Camerano. Un riconoscimento a società e giocatori su quanto dimostrato sul campo nell’arco di questi anni.

La squadra Pallamano Camerano (aprile 2017) ai tempi della promozione in serie A2

La ristrutturazione dei campionati dello scorso anno prevedeva una riduzione di squadre per portare la serie A2 da cinque gironi a tre. Vale la pena ricordare che il Camerano, neo promosso in A2 nella stagione appena conclusa, era stata una delle sei squadre su dodici che non ce l’aveva fatta a salvarsi classificandosi quartultima.

Una stagione, quella 2017/2018, che lo aveva visto traballante in partenza (il salto di categoria si era fatto sentire), ma che via via gli aveva dato una certa stabilità. Una dimostrazione di competitività che alla fine, seppur retrocessa, aveva convinto la società a chiedere il ripescaggio.

Rosalba Rubini, vicepresidente della Pallamano Camerano

«La Pallamano Camerano ha un progetto da portare avanti – spiega il vicepresidente Rosalba Rubinila nostra è una bella realtà, abbiamo un pubblico meraviglioso che ci sostiene, un bel palazzetto e una lunga tradizione, partiamo da queste basi per crescere».

Novità a livello tecnico?

«Abbiamo già un ottimo tecnico in  Davide Campana; a lui si aggiungerà per la squadra di A2 il tecnico Sergio Palazzi, attualmente assistente allenatore della nazionale e facente parte dello staff tecnico come mach analyst. Vicino a loro, anche i nostri tecnici locali cresceranno. Roberto Scandali ha recentemente superato l’esame della Figh di secondo livello».

Cosa significa per voi, restare in A2?

«Stiamo dando una grande opportunità ai nostri atleti – conclude Rosalba Rubini -dai più piccoli fino alla prima squadra! Siamo tutti molto felici, abbiamo un campionato molto duro con trasferte lunghe: andremo a giocare due volte in Sardegna. Ma cercheremo di far bene, per tenere alto il nome di Camerano!»

Dunque, la novità del campionato di A2 2018/2019 sta nell’aver introdotto i tre gironi. Girone A: Nord (14 squadre); girone B: Centro (14 squadre); girone C: Sud (10 squadre)

Le squadre che compongono il girone B (Centro):

  • Estense, 2) Ferrara United, 3) Parma, 4) Carpi, 5) Rapid Nonantola, 6) Secchia Rubiera, 7) Modena, 8) Pallamano 2 Agosto, 9) Romagna, 10) Fiorentina Handball, 11) Ambra, 12) Camerano, 13) Verdeazzurro Sassari, 14) Handball Sassari.

Nove emiliane, due toscane, una marchigiana e due sarde. Il via al campionato è confermato per il prossimo 22 settembre.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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