La Pallamano Camerano non ferma l’Ambra

Nel debutto in campionato non basta una prestazione gagliarda contro la più quotata formazione toscana

PALLAMANO CAMERANO – PALLAMANO AMBRA 23-26 (12-16 pt)

Camerano, 9 settembre 2019 – La Pallamano sfiora il colpaccio nella “prima” di campionato A2. I ragazzi di coach Sergio Palazzi cedono davanti al pubblico amico per 23-26 contro la più quotata Ambra dopo una gara gagliarda in cui i gialloblu hanno sfoderato una prestazione di carattere. Purtroppo non è bastato per riuscire a portare a casa i primi due punti ma i gialloblu non possono che migliorare.

Buon avvio dei ragazzi di casa che nei primi cinque minuti tengono botta all’Ambra, 2-2 dopo sette minuti di gioco, ma gli ospiti trovano il primo vantaggio della serata, 3-4, all’11°. I gialloblu cominciano a patire la difesa fisica degli avversari, che trovano un primo break sul 7-10 al 18° di gioco. L’Ambra inizia a giocare in scioltezza e arriva sul 9-13, per poi andare al riposo lungo sul 12-16.

Un’azione di Camerano – Ambra nella partita d’apertura del Campionato A2 di Pallamano

Ad avvio ripresa i ragazzi di coach Palazzi ricuciono lo strappo grazie ad attacchi veloci, 14-16 al 7°: la sfida si mantiene sul binario dell’equilibrio con i gialloblu costretti a rincorrere. Nel finale la rimonta non riesce, nonostante i padroni di casa mettano in campo tanta determinazione e cuore. Sul 22-25 Boccolini non riesce a mettere il libero che permetterebbe di riaprire tutto, così finisce 23-26 tra gli applausi del popolo gialloblu.

«Dispiace per il risultato – commenta il trainer gialloblu – anche se le indicazioni sono state tante e dobbiamo subito prenderle tutte e migliorare. Probabilmente avevamo bisogno di quel ritmo partita che si è visto nel secondo tempo anche nella prima frazione di gara, invece ci è mancato. Questo ci ha penalizzato perché non siamo riusciti mai a recuperare il gap. Le occasioni per provarci le abbiamo avute ma non siamo riusciti a sfruttarle. La prossima partita andremo a Chiaravalle per cercare di smuovere la classifica».

Il tabellino

PALLAMANO CAMERANO: Antonelli, Badialetti 7, Bilò, Boccolini, Covali 2, D’Agostino 2, Gardi 3, Giambartolomei, Grilli 6, Marinelli G. 2, Marinelli T., Osimani, Recanatini 1, Sanchez, Scandali, Selmani All. Palazzi

PALLAMANO AMBRA: Ballerini, Biagiotti, Chiaramonti 3, Ciabatti, Ciacci, Cicriani, Grassi, Liccese 2, Marardi 7, Mocelin, Morini 1, Pozzi 6, Randis, Trinci, Volpi 7 All. Cavicchiolo

Arbitri: Ciotola – Romana

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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