La Pallamano Camerano guarda al derby

I gialloblu domenica 15 vanno nella tana della Pallamano Chiaravalle

Camerano, 12 settembre 2019 – La Pallamano Camerano guarda alla prossima partita. Dopo lo stop nella prima di campionato contro l’Ambra, arrivata comunque al termine una prestazione positiva, i ragazzi di coach Sergio Palazzi sono proiettati al derby in casa della Pallamano Chiaravalle.

Un match interessante contro la neopromossa formazione di coach Albano Cocilova, che è rimasta più o meno la stessa della passata annata dal punto di vista del roster, uscita sconfitta alla “prima” di campionato a Bologna per 27-15. Anche i chiaravallesi sono pertanto in cerca di riscatto.

Camerano – Matteo Recanatini in piena azione

I derby sono sfide dal sapore particolare, come ricorda il capitano gialloblu Matteo Recanatini: «Sarà un derby quindi sarà una sfida interessante – commenta il capitano della Pallamano Camerano – È da due anni che manca questa gara e la Pallamano Chiaravalle viene da un campionato in serie B, quindi cercheranno di dimostrare che possono giocarsi la serie A. Noi faremo il possibile per cercare di vendicare la sconfitta sul filo di lana contro l’Ambra di domenica scorsa, e per portare a casa i primi due punti stagionali».

Fischio d’inizio domenica 15 settembre alle ore 18.00 al Palasport di Chiaravalle. Dirige l’incontro la coppia arbitrale Kurti Julian e Maurizzi Gabriele.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

La troppa democrazia di un Sindaco

Il popolo decide con la pancia per interesse o per competenze specifiche?


Sirolo, 11 febbraio 2020 – C’è un sindaco, al suo primo mandato in un Comune turistico della Riviera del Conero, che da quando s’è insediato sta lavorando a testa bassa per migliorare la realtà che è stato votato a governare. Non importa quale sia la sua estrazione sociale o politica; o per quale squadra faccia il tifo, o se preferisce la carne al pesce. Importa che ce la stia mettendo tutta. Come d’altronde fanno quasi tutti i sindaci in quasi tutti i Comuni italiani.

Intorno a lui ci sono altre realtà turistiche importanti, e non è facile trovare idee nuove e vincenti che attirino in primis i turisti e in secundis le simpatie dei suoi cittadini. Inoltre, deve fare i conti con un’opposizione agguerrita che, per definizione e missione, rema contro e boccia ogni decisione a prescindere. Perché si sa, chi sta all’opposizione ha sempre idee migliori rispetto a chi sta in maggioranza. Anche se non può incidere. Anzi, proprio perché non può decidere fa un casino del diavolo ogni volta che può.

Bene, questo sindaco tempo fa ha pensato bene di fare un concorso pubblico per lo studio grafico di un logo turistico che rappresentasse istituzionalmente il proprio Comune. Ha formato una commissione che scegliesse, fra i 44 bozzetti pervenuti, i migliori tre e poi li ha proposti alla cittadinanza affinché questa votasse quello più gradito.

Corriere del Conero ha divulgato la notizia sulle proprie pagine: apriti cielo!

I lettori si sono scatenati sui social: moltissimi hanno votato per uno dei tre loghi finalisti, moltissimi li hanno bocciati in toto, accompagnando la bocciatura anche con frasi offensive nei confronti della commissione giudicante e/o del sindaco incapace. Un risultato inaspettato, con le minoranze che hanno messo il carico sulla protesta popolare cavalcandola all’istante. Una sollevazione  che alla fine ha indotto il sindaco a cancellare la votazione  e a congelare il bando in attesa di una decisione.

Brutta, bruttissima storia che testimonia quanto possa produrre di negativo la massima democrazia possibile quando a decidere viene chiamato il popolo. Perché il popolo il più delle volte non è mai obiettivo, ragiona di pancia e se gliene dai l’opportunità tende sempre a tirare l’acqua al proprio mulino. Nel caso specifico, non sta scritto da nessuna parte che il popolo debba essere esperto di grafica e comunicazione. Un assunto che ovviamente vale anche per gli amministratori.

Quel sindaco si chiama Filippo Moschella e il Comune che governa è quello di Sirolo: la perla dell’Adriatico. E se quel sindaco chiamasse i suoi concittadini ad esprimersi su ogni decisione della Giunta, nel suo Comune non prenderebbe mai una decisione.

In ultimo, a tutti quei soloni della grafica e della comunicazione mi permetto di ricordare che quasi sempre è l’organizzazione, la serietà e la qualità di un prodotto – o servizio – a fare grande e riconoscibile un logo, non viceversa. La n nera della nutella sarebbe solo una n nera insignificante se dentro al barattolo non ci fosse, appunto, la nutella!

 


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