La Pallamano Camerano fermata in casa dalla Fiorentina

Imprecisi al tiro i gialloblu cedono ai toscani di sette lunghezze

PALLAMANO CAMERANO – FIORENTINA HANDBALL 21-28 (11-16)

 Camerano, 8 ottobre 2018 – La Pallamano Camerano viene fermata nuovamente in casa. Dopo il ko interno di una settimana fa contro Ferrara, questa volta è la Fiorentina ad avere la meglio sui ragazzi di coach Sergio Palazzi per 21-28.

Una partita ancora una volta intensa, con i gialloblu che hanno pagato un avvio incerto, e nel finale la scarsa precisione al tiro che non ha permesso ai padroni di casa di riaprire del tutto il match.

Un’azione di gioco di Pallamano Camerano – Fiorentina

Pronti via e nel giro di sette minuti gli ospiti partono forte andando sull’1-5. La Pallamano Camerano inizia a prendere le misure dei viola, che difendono bene, ed in un paio di circostanze ricuce lo strappo fino al –3. Ma non è sufficiente e negli ultimi minuti la compagine toscana si allontana sull’11-16, punteggio che accompagna le squadre al riposo lungo.

Alla ripresa delle ostilità la Fiorentina inizia ad allentare la presa in difesa e per i gialloblu è più facile trovare tiri agevoli. I ragazzi di coach Palazzi provano a rifarsi sotto con Pagliarecci che sigla il 16-20, mentre Sanchez sbroglia diverse situazioni complicate. In avanti i padroni di casa sbattono contro il portiere toscano Sbrocchi, un po’ per imprecisione un po’ per la bravura dell’estremo difensore, non riuscendo a completare la rimonta.

Nel finale gli ospiti riprendono il largo e chiudono sul 21-28. «Fondamentalmente non siamo stati precisi in attacco stasera – commenta coach Palazzi – L’avvio a rilento ci poteva stare visto che all’ultimo non hanno avuto Fratini, il loro centravanti, che si è infortunato e abbiamo dovuto prendere le misure della loro sei zero. Una volta che ci siamo assestati i ragazzi ci hanno provato. Nel secondo tempo abbiamo sbagliato qualcosa come otto tiri consecutivi, in un momento in cui il nostro portiere non stava subendo gol e quindi non siamo riusciti a ridurre il gap. Siamo rimasti fermi per diversi minuti a 19 reti e non siamo riusciti a recuperare».

Il Tabellino

PALLAMANO CAMERANO: Badialetti 6, Boccalini 1, Campanale, Cirilli, Fabiani, Gardi 1, Marinelli 4, Monaci, Pagliarecci 4, Sabbatini, Sanchez, Scandali 1, Selmani 1, Marinelli, Guerro, Covali 3 All. Palazzi

FIORENTINA HANDBALL: Bini, Calzolai, Carlotti, Deda 1, Di Fabrizio 2, Frantini 6, Margheri, Mazzanti 9, Nigro, Paoli 7, Pieri, Pili 1, Romei 2, Sbrocchi All. Dei

Arbitri: Alborino e Farinaceo

 

redazionale


Un commento alla notizia “La Pallamano Camerano fermata in casa dalla Fiorentina”:

  1. Enzo bilo' says:

    Ieri sono stato al palasport ho visto una partita dove il camerano non e’ mai entrato in partita ma la cosa peggiore e’ stata che l’allenatore non ha provato di cambiare, vedi utilizzo della panchina, inoltre a 15 dalla fine del secondo tempo sotto di 4 con un time-out in mano lo ha utilizzato solo a 5 dalla fine
    Avrei molto da dire, di sicuro alla fine dell’anno scorso allenato da campana si era vista una scuadra grintosa con una visione di gioco cosa che non ho viato in queste due partite interne.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
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IO STO COI PASTORI SARDI!

22 febbraio 2019 – Produrre un litro di latte ovino costa più di 0,60 euro. Le industrie casearie che comprano il latte dai pastori sardi – ma pure da quelli laziali, calabresi e siciliani – per trasformarlo in formaggio, lo pagano 0,60 euro al litro: meno di quanto costa produrlo. Ha senso? No. Così, non c’è da stupirsi se una mattina Gavino, Efisio e compagni decidono di prendere il loro latte ovino appena munto e di gettarlo per strada. Una protesta forte, disperata, perché venderlo a quella miseria di prezzo non gli conviene più.

Per un pastore, gettare a terra il latte prodotto dalle sue capre è come tagliarsi le vene e lasciarsi morire dissanguato. Un gesto estremo, un atto di guerra vero e proprio nei confronti dei cartelli industriali – sordi, avidi e menefreghisti – che pensano soltanto al proprio profitto e non guardano in faccia nessuno. Un cartello strafottente, per giunta, perché decide di non presentarsi neppure al tavolo della mediazione messo in piedi dal Governo per conciliare un nuovo prezzo con i pastori.

Un cartello oltretutto scorretto, perché quando resta privo del latte ovino sardo – necessario alla produzione del pecorino romano made in Italy – il latte se lo va a prendere in Romania. Fuori da un protocollo che per poter apporre la scritta “made in Italy” sull’etichetta del formaggio, prevede tassativamente il latte sardo.

Per tutto questo, e qualcosa d’altro, io sto con i pastori sardi. E sono disposto a pagare qualche euro al chilo in più il pecorino romano, se questo serve a non far morire la pastorizia. Alla peggio, se non me lo posso permettere, ne mangerò meno. E lo gusterò con maggior piacere.

Oggi, purtroppo, in Italia va così. Ma va così anche in Olanda, Inghilterra, Germania… Tanto da domandarsi se davvero vale la pena aver fatto quest’Europa Unita, e aver aperto le frontiere al mercato globale. Perché il problema del latte ovino dei pastori sardi, è lo stesso problema dei produttori di arance e clementine, di pomidoro, di olive, di uva e mele che, per raccogliere i loro prodotti, sono costretti ad utilizzare il caporalato e rendere letteralmente schiavi i raccoglitori: extracomunitari pagati 25 euro al giorno per dodici ore di lavoro.

Pensiamoci, noi consumatori, quando mettiamo in tavola il cesto della frutta o grattugiamo estasiati il pecorino romano su un piatto di amatriciana. Dietro questi prodotti ormai alla portata di tutti, c’è un cartello industriale o della grande distribuzione che per profitti enormi ce li mette a disposizione affamando e schiavizzando il primo anello della filiera alimentare: il produttore.

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