La Folgore è il Camerano

Al Montenovo battuta di misura la squadra di Gesuelli

Eccellenza
Camerano – Folgore Veregra 2 – 1

Camerano. Tutto nel primo tempo. Il Camerano confeziona la vittoria nella frazione iniziale. All’inizio e alla fine. Non una splendida prestazione della squadra di Montenovo. Fondamentale però era vincere e vittoria è stata per i gialloblu che dovevano riscattare la sconfitta di una settimana prima sul terreno del Porto D’Ascoli. E poi non si poteva sbagliare contro una Folgore Veregra che chiude la classifica di Eccellenza ancora a secco di punti.
azione-dattacco-del-camerano

Il Camerano parte a testa bassa e dopo quattro minuti è già in vantaggio. Bondi scodella al centro un pallone su calcio di punizione. Un rimpallo agevola Mattia Santoni che infila il numero uno ospite.

Donzelli poco dopo potrebbe raddoppiare, ma è la Folgore a trovare il guizzo vincente per il provvisorio pareggio, al 19’, dopo un’azione personale di Perrella. Non è giornata per Donzelli che ha la mira imprecisa. Ci pensa però Bondi a regalare i tre punti alla squadra di casa. In pieno recupero, nel primo tempo. Con un colpo di testa. Morettini non può evitare la seconda capitolazione.

Nella ripresa sono sempre i padroni di casa a tenere il pallino del gioco e ad andare vicini anche al terzo gol. Evitato spesso da buone parate di Morettini che mantiene la partita aperta fino al triplice fischio.

Un giocatore
Un giocatore della Folgore Veregra a terra per crampi

Vince il Camerano anche se non convince del tutto. ‘’L’importante però erano solo i tre punti – ribatte il difensore gialloblu Luca Polzonetti, ex Osimana -. E’ vero non abbiamo disputato una bella partita. Dovevamo chiuderla prima invece il risultato è rimasto in bilico fino alla fine, anche se non abbiamo mai rischiato niente’’.

Nel prossimo turno il Camerano, settimo in classifica con 14 punti, sarà di scena sul campo dell’Urbania.

CAMERANO: Verdicchio, Angelici, Polzonetti, Stella, Santini, Santoni E., Defendi (24’ st Cecchini), Bondi (18’ st Principi), Donzelli (45’ st Polenta), Santoni Ma., Giacchetta. All. Montenovo.

FOLGORE VEREGRA: Morettini, Albano, Rapazzetti, Sako Bejsan, Sako Olsyan, Padovani (20’ st Tomaj), A. Perrella, Vadalà, G. Perrella, Moroni (48’ st Caco), Dailo. All. Gesuelli.

Arbitro: Castelli di Ascoli Piceno

Reti: 4’ pt Santoni Ma., 20’ pt G. Perrella, 47’ pt Bondi


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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