La Bftm Volley Summer Camerano presenta la stagione sportiva

Il presidente Claudio Principi: “Entusiasmo e passione al servizio delle giovani. Ad aprile torna Easter Volley”

Camerano, 8 novembre 2021 – “Ripartiamo dai giovani”. Ecco il messaggio di sintesi al termine della presentazione della stagione sportiva per la società di volley cittadina, lanciato non solo nelle intenzioni ma nei fatti da Claudio Principi, presidente della società Bftm Volley Summer Camerano.

a sx, Claudio Principi, presidente della Bftm Camerano

«Dopo due stagioni difficili per tutti – ha detto Principi di fronte alle quasi 100 tesserate, i loro genitori, gli sponsor e le autorità – abbiamo deciso di ripartire rimarcando quello che siamo, cioè una società votata al lavoro sulle giovani e sulla capacità dimostrata negli anni di far crescere tante giovani pallavoliste».

Per ribadire il concetto il Presidente ha voluto come madrina della manifestazione l’ex centrale Sara Giuliodori, partita dal vivaio della Bftm e protagonista per tanti anni in serie A. Oggi è nei quadri tecnici della società con il ruolo di preparatore atletico della formazione Under 16.

Sara Giuliodori

Nell’occasione, è stato presentato il progetto di partnership Crescere Insieme messo a punto con la Volley Castelfidardo spiegato da Valentina Bellucci, altra ex giocatrice di riferimento nel panorama marchigiano del volley nazionale e oggi Direttore sportivo della Bftm, con la presenza anche di Loriana Ottavianelli per la società fidardense.

Importante la rappresentanza istituzionale, con Marco Principi presidente del Consiglio comunale di Camerano, Francesco Leoni presidente del Comitato territoriale Fipav di Ancona, Andrea Pietroni vicepresidente del Comitato regionale Fipav e Fabio Luna, presidente del Coni Marche.

La Bftm è anche l’ideatrice e organizzatrice di Easter Volley, il secondo più importante torneo italiano di pallavolo femminile giovanile che nel 2022 giungerà all’edizione n. 28.

«Dopo una special edition in formato ridotto disputata lo scorso settembre – ha annunciato Claudio Principi – contiamo di tornare nel tradizionale appuntamento del weekend prepasquale il 14-16 aprile 2022, forse non con le 130 squadre dell’edizione record del 2019, ma con numeri interessanti e, certamente, con lo stesso entusiasmo di sempre portando nella Riviera del Conero oltre 3mila persone tra atlete e familiari, ribadendo il binomio sport-turismo».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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