Jean Carletti regala un altro argento al Judo Club Camerano

Ottima prestazione dell’atleta ad Ostia alle Finali Nazionali della classe Under 21 juniores

Ostia, 19 ottobre 2020 – Dopo oltre sette mesi di stop anche il Judo ha ripreso l’attività nazionale. La FIJLKAM ha infatti organizzato nel fine settimana del 17/18 ottobre le Finali Nazionali delle classi Under 21 (juniores) riservate agli atleti classificati ai primi posti delle ranking list nazionali.

Per il Judo Club Camerano sono scesi in gara gli atleti Sara Giannelli e Jean Carletti, quest’ultimo grazie al suo curriculum nonostante sia ancora un atleta Under 18 (cadetti) e quindi della classe d’età inferiore. Atmosfera surreale e gara veramente atipica ad Ostia teatro della manifestazione, con spalti deserti e controlli sanitari rigidi per un evento che al di là del mero risultato agonistico è stato veramente inconsueto.

da sx: il tecnico Marco Montanari e l’atleta Jean Carletti del Judo Club Camerano

Sabato 17 ottobre, Jean Carletti ha confermato per l’ennesima volta il suo valore vincendo la medaglia d’argento nei -100 kg fermato solamente da un forte atleta del GS Carabinieri al suo ultimo anno nella categoria, e quindi molto più maturo del ragazzo di Camerano che nel suo palmares vanta già 4 titoli italiani e 3 medaglie d’argento.

A queste finali nazionali Jean ha vinto brillantemente tre incontri, tutti prima del limite per ippon, e si è arreso appunto solo al forte Carabiniere. Sara Giannelli invece, domenica 18 ottobre ha subìto un infortunio nel suo primo incontro quando era in largo vantaggio sull’avversaria, pregiudicando così la possibilità di continuare la gara.

«La gara è stata veramente particolare e figlia dell’emergenza in cui vive il Paese – ha commentato il tecnico Marco MontanariJean è stato molto bravo e la sconfitta con il forte militare ci sta anche se il ragazzo non ha reso come avrebbe potuto nell’arco dell’incontro. Se la stagione Internazionale dovesse continuare, Jean quest’anno sarà impegnato nel Campionato Europeo Under 18, nostro obbiettivo principale. Speriamo di poter continuare ad allenarci in palestra e che eventuali nuove chiusure non arrivino a pregiudicare il nostro percorso».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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