Handball A2 Maschile: riposa la prima squadra e gioca l’Under 20

Pausa del campionato questo fine settimana per la prima squadra di Camerano. Parte la Youth League: la formula del torneo

Camerano 5 novembre 2021 – Dopo l’ottima prova dei ragazzi dell’A2 della Pallamano Camerano, vittoriosi sabato scorso contro i ragazzi del Campus Italia in un match molto combattuto, terminato per 29 a 28, questo fine settimana la squadra si fermerà per la pausa del campionato. Scenderà in campo l’Under 20, impegnata nella prima fase di Youth League a Carpi.

Il centrale Mattia Bilò (numero 6)

Una Youth League dove i giovani gialloblù cercheranno di ottenere delle buone prestazioni. «Con l’Under il lavoro è partito già da due settimane e stiamo facendo molto bene – informa il centrale Mattia BilòIl gruppo è quello dell’Under 17 e questo porta ad avere un vantaggio sulla conoscenza e già un certo feeling tra di noi. Puntiamo alle prime posizioni e cercare di riconfermarci».

Il campionato Nazionale Under 20 maschile – Youth League, partirà venerdì 5 novembre con la seguente formula. Le formazioni sono suddivise in quattro gironi e il Camerano militerà nel girone C insieme a Romagna, Casalgrande Padana, Tavarnelle, Carpi e Atellana.

Le partite per questo girone si disputeranno al PalaPeruzzi di Carpi da venerdì 5 fino a domenica 7 novembre, mentre il secondo appuntamento è programmato dal 14 al 16 gennaio 2022 al Pala Principi di Camerano.

Dagli incontri scaturirà una classifica valida per la terza e quarta fase dove le squadre in lizza verranno suddivise in due gruppi. Le fasi finali si svolgeranno tra il 18 e il 20 marzo e successivamente dal 15 al 17 aprile. Infine, le partite valide per lo scudetto si terranno tra il 2 e il 5 giugno 2022 dove accederanno soltanto le otto migliori formazioni. C’è grande attesa quindi per l’esordio dei giovani della Pallamano Camerano chiamati ad ottenere grandi risultati e vittorie fondamentali per il torneo.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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