Handball A2 Maschile, prezioso pareggio dei gialloblù con Modula Casalgrande

Girone B ottava giornata andata

PALLAMANO CAMERANO – MODULA CASALGRANDE 36-36 (21-20 pt)

Camerano, 15 novembre 2021 – Pareggio che sa di vittoria per la Pallamano Camerano, quello raggiunto ieri pomeriggio al PalaPrincipi contro il Modula Casalgrande. I ragazzi di coach Fernando Capurro impattano per 36-36 contro gli emiliani al termine di un match tirato e combattuto, con una bella rimonta finale che consegna il pareggio ai gialloblù quando l’inerzia della gara sembrava tutta a favore degli ospiti.

Partono forte gli emiliani che passano subito sul 2-0. La Pallamano Camerano non riesce a bloccare gli attacchi veloci della Modula Casalgrande che infila un +4 e va 5-9, complice anche un po’ di imprecisione in attacco dei cameranesi ed un paio di montanti a negare il gol. Ma la reazione c’è. Una serie di contropiedi veloci dei padroni di casa capitalizzati da Gardi e Bilò portano sul 10-11 la sfida, mentre al 15’ Giambartolomei impatta sull’11-11. Il giovane portiere Rossi si mette in evidenza con un paio di parate e Marinelli al 16’ riporta avanti i suoi, 12-11. La partita si mantiene in equilibrio e Scandali allo scadere piazza la rete del 21-20 con cui si va al riposo lungo.

Avvio di ripresa ancora equilibrato con le due squadre che ribattono colpo su colpo. A metà frazione Francelli e Marinelli in contropiede trovano il 31-28, grazie anche ad una maggiore intensità difensiva da parte dei gialloblù. Il Modula Casalgrande non molla e ritorna in partita impattando sul 33-33 ed arrivando sul 33-36. I padroni di casa negli ultimi due minuti con Covali e Bilò si riportano sul 35-36, poi Covali allo scadere conquista il pari.

«Penso che quella di oggi non sia stata una partita esaltante da parte nostra – commenta coach Capurro – Dobbiamo analizzare bene la gara e soprattutto la difesa che fino ad oggi aveva fatto sempre la differenza. Complimenti agli avversari per come hanno interpretato la gara, anche se da parte nostra non siamo riusciti a limitarli come avremmo dovuto. Da lunedì torneremo a lavorare al massimo per riprendere il nostro cammino».

Il Tabellino

PALLAMANO CAMERANO: Sanchez, Marinelli T. 3, Giambartolomei 3, Bilò 9, Gardi 2, Scandali 1, Selmani 3, Marinelli G. 6, Francelli 1, Brilli, Francinella, Covali 7, Boccolini, Vagnoni 1, Rossi – All. Capurro

MODULA CASALGRANDE: Cocchi, Ferrari 1, Lamberti 11, Lenzotti 5, Giubbini 5, Seghizzi 10, Ricciardo, Oliva, Galopin 3, Toro 1, Luciardi, Ravaglia – All. Corradini

Arbitri: Cardone Ciro – Cardone Luciano.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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