Handball A2 Maschile, con carattere Camerano espugna Modula Casalgrande

Girone B – Ottava giornata di ritorno

MODULA CASALGRANDE–PALLAMANO CAMERANO 27:33

primo tempo 13:20

Camerano, 27 marzo 2022 – Altro successo per la Pallamano Camerano che, con una prestazione di carattere, ieri ha battuto la Modula Casalgrande per 27-33 in trasferta, inanellando così il secondo successo consecutivo.

Una vittoria importante per il morale e la classifica dei ragazzi di coach Filiberto Kokuca che hanno fin da subito indirizzato la gara a loro favore, riuscendo poi a portarla in fondo con merito grazie alla giusta concentrazione e determinazione.

«Una partita interpretata al meglio dai ragazzi – commenta coach Filiberto Kokuca – Tutta la squadra ha giocato bene in un match molto difficile per entrambe le formazioni. Siamo stati bravi sia in difesa che in attacco, con i ragazzi che hanno fatto una gara convincente con la voglia di correre e faccio i complimenti a tutti. Hanno messo in campo quello che avevamo preparato in settimana ed è importante aver vinto due partite di fila. Ora ci concentriamo per il prossimo match contro il Follonica».

Il Tabellino

MODULA CASALGRANDE: Cocchi, Ferrari 1, Lamberti 10, Lenzotti, Giubbini 4, Seghizzi 2, Ricciardo, Oliva 1, Toro 2, Strozzi 5, Prodi 1, Bacchi, Vignali, Ravaglia 1, Canelli All. Corradini

PALLAMANO CAMERANO: Sanchez, Marinelli, Giambartolomei 11, Bilò 4, Gardi 7, Scandali, Selmani, Francelli, Covali 9, Antonelli, Coppari, Boccolini, Vagnoni 2, Rossi All. Kokuca

Arbitri: Bocchieri – Scavone

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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