Handball A2 Maschile, Camerano beffata dai leoncini teramani

Sesta giornata di ritorno – girone B

LIONS TERAMO-CAMERANO 23:22 (13:12 pt)

Teramo, 5 marzo 2023 – Al termine di una gara tirata e combattuta la Pallamano Camerano cede di misura in casa del Lions Teramo per 23-22. Una sconfitta beffarda per i gialloblù arrivata dopo una sfida giocata a viso aperto e ad armi pari tra due formazioni che hanno messo in mostra una buona pallamano.

Nessuna delle due compagini è riuscita a dare lo strappo giusto pertanto si è assistito ad un bel botta e risposta tra le due squadre, con i locali che a 12’’ dal termine sono riusciti a trovare la rete con l’imbucata di Murri.

I cameranesi hanno avuto l’ultimo attacco con la punizione allo scadere di Covali che non ha trovato d’un soffio lo specchio della porta.

«Siamo partiti bene – il commento di coach Filiberto Kokuca – poi abbiamo subito un break ma siamo riusciti a rientrare in partita. Abbiamo fatto vedere il nostro carattere e, nonostante le assenze, ci siamo fatti valere. Peccato perché abbiamo subito un gol a 12 secondi dalla fine e potevamo concludere con un pareggio o avere l’ultimo attacco a nostro favore. Ora dobbiamo subito pensare al prossimo mercoledì, alla partita in casa contro il Pescara e ripartire da questa prestazione e dai quaranta minuti di mercoledì scorso a San Lazzaro per cercare di vincere, con questa cattiveria e con questo spirito di squadra. Abbiamo fatto diverse cose buone e rispetto al match contro il San Lazzaro abbiamo sbagliato di meno, probabilmente il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto».

Il Tabellino

LIONS TERAMO: Di Marcello P., D’Argenio, Leodori 3, Barbuti D. 5, Di Marcello A. 1, Cinelli 1, Murri 9, Toppi 2, Bellia, De Angelis M., Ciutti, Barbuti R. 2, Camaioni, Reginaldi, De Angelis A., Forlini All. Fonti

PALLAMANO CAMERANO: Sanchez, Marinelli 1, Gardi 3, Scandali 5, Selmani, Francelli 1, Brilli, Francinella, Covali 9, Antonelli 1, Coppari, Casavecchia, Badialetti 2, Rossi All. Kokuca

Arbitri: Potenza – Guarini

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

© riproduzione riservata


link dell'articolo