Handball A2 Femminile, Camerano sbaglia atteggiamento contro Chiaravalle

Girone C 7ª giornata

PALLAMANO CAMERANO – PALLAMANO CHIARAVALLE 18-37 (7-18 pt)

Camerano, 12 dicembre 2021 – La Pallamano Camerano Femminile cerca di tenere testa nel derby alla Pallamano Chiaravalle che passa per 18-37. Troppo il divario tra le due compagini anche se le ragazze di coach Davide Campana hanno cercato di rimanere in scia alle avversarie, specialmente nel primo tempo.

Infatti, nonostante l’ottimo avvio delle ospiti sull’1-5 dopo cinque minuti, le gialloblù rincorrono le avversarie per tutta la prima frazione riuscendo, con il gol di Scandali allo scadere ad andare al riposo lungo sul 7-18.

Nella ripresa Chiaravalle fa valere la sua maggiore qualità ed esperienza, allungando definitivamente e chiudendo sul 18-37.

«Partivamo da sfavorite in questa partita – commenta coach Campana – Le nostre ragazze sono molto giovani anche se mi aspettavo qualcosina in più dal punto di vista dell’atteggiamento. A volte soffriamo un po’ l’emozione della partita e dobbiamo trasformare quest’ansia in positività, grinta e voglia di giocare. Poi verranno i contatti fisici, le palle perse e gli errori, ma se non partiamo dall’atteggiamento giusto messo in campo facciamo fatica ad esprimere un buon gioco».

Il Tabellino

PALLAMANO CAMERANO: Pirani, Scandali 4, Toppa, Forconi 1, Furiasse, Velieri 10, Coppari, Baldascini, Battaglini 1, Bilò 2, Giambartolomei, Rombini. All. Campana

PALLAMANO CHIARAVALLE: Tanfani, Lombardelli 5, Costantini 6, Rivera 1, Gurau 1, Torelli 2, Ricci, Paialunga, Cipolloni 5, Manfredi 6, Cuello 3, Mariniello 2, Cappelli 2, Ciattaglia 2, Cristalli 2, Danti. All. Fradi

Arbitri: De Marco – Carcea

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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