Due giorni al via della 24ª edizione di Easter Volley

Saranno 116 le squadre, in rappresentanza di 6 Nazioni, partecipanti al torneo internazionale di pallavolo femminile organizzato dalla Bftm Volley Summer Camerano

Camerano – Alcune novità e tante conferme caratterizzano la 24ª edizione di Easter Volley, torneo internazionale di pallavolo femminile giovanile organizzato dalla Bftm Volley Summer Camerano. Giovedì 29 marzo alle 9.30 scatta il torneo con le prime partite nelle quattro categorie under 13-14-16-18.

Al via 116 squadre che si daranno battaglia in 26 impianti di 13 Comuni di due province: Ancona e Macerata. Tra le novità, la prima partecipazione di una squadra ucraina che si affianca alle formazioni di Serbia, Usa, Islanda, Croazia a rendere il torneo sempre più multilingue.

Le squadre alloggeranno al Natural Village di Porto Potenza ed al NumanaBlu di Marcelli di Numana. Confermato anche il binomio con il main sponsor Uniqa e con l’Ordine degli Avvocati di Ancona. Sostengono il torneo memorial Flavio Brasili, associato all’Ambalt, anche la concessionaria Volkswagen Martarelli ed il SiConTe di Polverigi.

Turno preliminare nella giornata di giovedì e venerdì mattina. Poi dal pomeriggio gli scontri diretti per determinare la classifica a squadre ed i tre premi individuali per ciascuna categoria. La Conero Planet Ancona partecipa in tutte le categorie ed in under 18 schiera diverse atlete impegnate in serie B2.

Nella categoria regina ci molte squadre tradizionalmente competitive come la Pall. Collemarino, Volleyrò Casal de’Pazzi, Tor Sapienza, Lardini Filottrano e la novità della Pall. Pozzuoli. L’Esino Volley, che l’anno scorso vinse il titolo under 16, è fresca del titolo provinciale conquistato domenica a Moie e cercherà il bis in un torneo con ben 40 squadre.

Un momento di Easter Volley 2017

A contenderle il titolo anche le campionesse provinciali di Macerata dell’Helvia Recina. In gara anche le abruzzesi di Arabona allenate dal mitico Yoel Despaigne, la nazionale islandese di coach Daniele Capriotti, le ucraine dell’Olimpia Ivano Frankivsk, le serbe di Srbrjianka e le croate di Pola.

Le finali delle due categorie maggiori si giocheranno sabato 31 marzo al Palarossini Prometeo Estra dalle ore 14.15 e faranno da preludio alla cerimonia finale di premiazione con tutte le squadre presenti, autorità e sponsor.

In under 14, una delle favorite è la squadra croata di Zagabria che dovrà vedersela con Collemarino, Conegliano, San Lazzaro ed Osimo. In under 13 “trofeo Marco Vive”, occhio alla Nova Volley Loreto, Ata Trento, Usb Bormio, Zagarolo e Pagliare. Tutti i risultati in tempo reale saranno reperibili sul sito www.eastervolley.it e sulla pagina Facebook del torneo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Viviamo il tempo del “minimo sindacale”

Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!


Camerano, 30 luglio 2022 – Il salario minimo sindacale è quella retribuzione fissata per contratto sotto la quale non è possibile andare. A seconda dei punti di vista, una garanzia per il lavoratore che sa di poter contare almeno su quel minimo di stipendio; una scocciatura per il datore di lavoro che sa, pur avendone l’intenzione, che sotto quella soglia minima non può pagare le prestazioni dei suoi dipendenti.

Da qui nasce, per osmosi, nel mondo del lavoro così come in quello della cultura del sociale o della politica, il detto: “fare il minimo sindacale”. Cioè, adoperarsi per introdurre fatica, idee, azioni, decisioni, al minimo delle proprie possibilità o capacità, giusto quel poco necessario a giustificare la propria presenza, il proprio impegno o il proprio ruolo. “Tira a campà”, direbbe Enzo Jannacci.

Ecco, tirare a campare, senza sforzarsi minimamente per fare di più e dare il meglio di sé, rende l’idea dei tempi che stiamo vivendo. In generale, la società del terzo millennio sta tirando a campà. Offre, di sé, il minimo sindacale grazie al quale poter giustificare la propria esistenza. Questo non significa che non ci sia nessuno capace di dare il meglio di sé: qualche imprenditore che si fa un mazzo così e anche di più per provare ad affermarsi; i tanti lavoratori che si fanno lo stesso mazzo per provare con dignità a portare la famiglia a fine mese sono tantissimi.

Concettualmente, però, la sensazione è che i furbetti del minimo sindacale siano piuttosto diffusi. A livello culturale, ad esempio, il decadimento è impressionante. Sono sempre meno quelli che leggono libri, vanno a teatro o al cinema, ascoltano musica classica. I musei vengono visitati in massa ma solo quando l’ingresso è gratuito. Però i concerti in spiaggia di Jovanotti sono sold out. E, a proposito di musica, la qualità della produzione musicale dell’ultimo decennio e forse più è davvero scadente (non lo dico io ma gli specialisti del settore). Non si scrivono più canzoni capaci d’emozionare, tanto che gli autori sono stati invitati ad impegnarsi “oltre il minimo sindacale”.

In politica poi, c’è il peggio del peggio, sia a livello locale sia a livello nazionale. Amministratori, Onorevoli e Senatori, gente che ha scelto di governare un Comune, una Provincia, una Regione, una Nazione, anziché muoversi per far progredire e migliorare lo status quo si accontentano di fare il “minimo sindacale”. Tirano a campà solo per garantirsi la poltrona e, così facendo, anziché migliorarlo lo status quo spesso lo peggiorano. Trovare alibi per loro, in questi ultimi anni, è stato facilissimo: la perdita di potere dei partiti, la mancata crescita economica, la pandemia, l’inflazione galoppante, la guerra in Ucraina, il vaiolo delle scimmie… Ma gli alibi servono a giustificare le sconfitte.

Dopo i tanti governi tecnici, a settembre il popolo tornerà alle urne per eleggere i propri rappresentanti politici i quali, lancia in resta, hanno già iniziato a sciorinare programmi e promesse a tutto spiano. Programmi e promesse che, come succede da circa settant’anni, verranno puntualmente disattesi. I nuovi eletti attueranno, come sempre, il “minimo sindacale” necessario a non essere mandati a casa anzitempo.

Succederà ancora e la colpa sarà mia. Perché continuo a permettere che tutto ciò accada senza far nulla per evitarlo. Perché io, italiano, sono fatto così: purché non mi si rompano le scatole, mi si garantisca l’assistenza sanitaria e la pensione, e mi si faccia pagare poche tasse, sono disposto a fare l’italiano al “minimo sindacale”. Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!

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