Chiude in bellezza la stagione casalinga della Pallamano Camerano

I gialloblu si impongono per 24-22 sul 2 Agosto Bologna

PALLAMANO CAMERANO – 2 AGOSTO BOLOGNA 24-22 (15-12 pt)

Camerano, 8 aprile 2019 – La Pallamano Camerano chiude la stagione con una bella festa. La sfida contro il 2 Agosto Bologna, ieri sera, per i ragazzi di coach Sergio Palazzi era il modo per congedarsi dal pubblico amico, visto che si trattava dell’ultima gara interna stagionale, e per celebrare la salvezza nella categoria.

La giornata di festa si è conclusa nel migliore dei modi col successo per 24-22 sui bolognesi, che  permette ai gialloblu di risalire la china della classifica. Per quanto riguarda il match è stato sempre condotto dai padroni di casa dall’inizio alla fine, con un margine anche di cinque reti di scarto, prima di un calo nel finale che ha creato qualche patema d’animo, ma i ragazzi di coach Palazzi sono stati bravi a non perdere la calma ed a portarsi a casa il successo.

Camerano – Foto di gruppo per la Pallamano che suggella una sudata permanenza in A2

Nel post gara è partita la grande festa anche insieme ai tifosi, accorsi in massa al palazzetto. Una festa che ha coinvolto tutti i giocatori della prima squadra ma anche quelli del settore giovanile che hanno colorato di gialloblu il PalaPrincipi. Una degna conclusione per una stagione che ha fatto vivere grandi emozioni ai supportes, per una squadra che è riuscita a centrare l’obiettivo con due giornate d’anticipo.

Prima di iniziare la partita ho detto ai ragazzi che avremmo dovuto iniziarla noi la festa – commenta coach Sergio Palazzi – perché non sarebbe stato rispettoso verso i nostri tifosi festeggiare una salvezza con una sconfitta. È una salvezza storica per Camerano perché abbiamo per la prima volta la possibilità di giocare in A2 senza un ripescaggio”.

Il Tabellino

PALLAMANO CAMERANO: Badialetti 4, Boccolini 3, Cirilli 2, Gardi 2, Marinelli G. 1, Recanatini 1, Sabbatini 3, Sanchez, Scandali 1, Selmani, Grilli 3, Manfredi, Marinelli T., Covali 4, Guerrero All. Palazzi

2 AGOSTO BOLOGNA: Bengco 3, Bogdan, Calistri, Cattabriga 5, Da Silva, De Giuseppe, Dragotta, Mandelli, Mei 2, Panetti 2, Severino, Sidibe 1, Tedros 1, Tozzi, Vanoli 8, Zoboli All. Melis

Arbitri: Ciotola – Ramoul

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Clima, ambiente e Greta Thunberg

Un paio di trecce salveranno il Mondo… forse


19 aprile 2019 – «Parlo a nome delle future generazioni: nel 2030 avrò 26 anni, mi dicono che sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non ne sono così sicura». Ha esordito così, ieri al Senato della Repubblica, Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta paladina mondiale dello sviluppo sostenibile, e contro il cambiamento climatico, con lo slogan: “Sciopero scolastico per il clima”.

«Le persone come me – ha continuato Greta – hanno avuto tutto ciò che potevano immaginare ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro c’è stato scippato. Ci avete mentito, ci avete dato false speranze, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare ed è così, ma solo per ora».

Questa ragazzina con le trecce, amica di Papa Francesco e icona di milioni di studenti, non gliel’ha certo mandato a dire ai nostri soloni della politica: «Il cambiamento sta arrivando e non potete farci niente. Basta solo decidere di fare una cosa, per farla – ha detto loro – Come per i fondi raccolti in 24 ore per Notre Dame».

Greta Thunberg con il cartello: “sciopero scolastico per il clima” (foto di Anders Hellberg)

E proprio qui sta il punto, la chiave di volta dell’intera questione. In un mondo opportunista, egoista, cieco per comodo e per profitto qual è quello che viviamo, ci sono le risorse economiche per fare di tutto e di più. Basta decidere di volerlo fare. E fino ad oggi, sul tema climatico e su quello della salvaguardia del Pianeta dall’inquinamento, i potenti del Mondo hanno deciso di non fare. E quel poco che è stato fatto ha inciso sui risultati lo zero virgola…

Nazioni sorde come gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori inquinatori del Pianeta, fanno orecchie da mercante alle azioni e ai protocolli messi in campo con grande difficoltà dall’Europa. Troppo grandi, per loro, gli investimenti da mettere in campo per ridurre gli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Inutili, a loro dire, perché non è l’inquinamento delle loro fabbriche a produrre il fenomeno.

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha rivolto un grazie speciale a Greta: «Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare il tema ambientale al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile e tortuosa».

Belle parole, Presidente, ma la gente è stufa delle parole. Occorrono fatti concreti, azioni importanti e durevoli. Questo pianeta non appartiene a lei, alla Cina o agli Stati Uniti, appartiene alle generazioni future. Noi siamo solo un tramite, e abbiamo l’obbligo e il dovere di consegnare loro lo stesso pianeta ereditato dai nostri nonni e dai nostri padri. Non un torrente, una specie animale o un albero di meno. Sarebbe un furto all’Umanità.


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