Che bella festa i quarant’anni della Pallamano!

Rivissuti al PalaPrincipi i momenti salienti di una storia che non ha nessuna intenzione di fermarsi qui

Camerano, 23 settembre 2019 – La grande festa della pallamano a Camerano. Sabato 21 settembre, nel pomeriggio, il PalaPrincipi è stato il teatro dell’evento per ricordare i 40 anni della nascita di questo sport nella città e che ha dato lustro a Camerano grazie alle gesta delle atlete e degli atleti che nel corso degli anni hanno calcato i parquet di tutta Italia.

Uno sport che è divenuto un’eccellenza, anzi uno sport di serie A in questa città e che in 40 anni ha fatto crescere, e continua ancora, tanti giovani oltre ad un seguito di tifosi impressionante. Un pomeriggio all’insegna dell’amarcord quindi, grazie alla precisa ricostruzione di Fiorenzo Santini che ha fatto rivivere le tappe salienti della storia della società.

Dopo il saluto di rito delle autorità presenti, il sindaco di Camerano Annalisa Del Bello e dell’assessore allo sport Marco Principi, il delegato del Coni regionale Enrico Picchio ed il c.t.  della nazionale Riccardo Trillini marchigiano doc, Fiorenzo Santini ha iniziato la narrazione storica di questi 40 anni: la prima partita ufficiale della Pallamano Camerano, la GSFHCC Camerano squadra femminile, avvenne nell’autunno del 1979, probabilmente a Pesaro e fu a livello giovanile.

Camerano – Il sindaco Annalisa Del Bello e l’assessore allo Sport Marco Principi

Un autentico fenomeno quello della pallamano, partito in realtà due anni prima quando i professori delle scuole medie Silvio Pellico, Paolo Bigozzi e Maria Grazia Bruno, portarono questo sport, perché da quel momento è entrata nel dna sportivo di Camerano. Un’eccellenza (come il Judo) che ha portato lo sport cameranese ai massimi livelli nazionali, arrivando in serie A nel 1985 e portando giocatrici a vestire addirittura la maglia azzurra.

Dal 1982 al 1989 nasce poi, sempre col seme gettato alle scuola media Pellico, un’ottima squadra maschile. Alla fine degli anni ottanta si apre un nuovo importantissimo ciclo che terrà la pallamano ad altissimo livello per oltre dieci anni con quattro di Serie A e otto di Serie B. Nel 1987/88 allenatore diverrà Alfredo Memè, verranno inserite le prime straniere della storia (la Tomisevic e soprattutto la Jurosevic) e proprio con Memè e la Jurosevic le ragazze arrivano al sesto posto nel 1988/89 in Serie A, massimo risultato mai conseguito.

Camerano – La partitella finale tra le vecchie glorie e le giovani dell’under 13

Dal 1997 la nuova svolta della Pallamano cameranese che diventa una società praticamente a trazione maschile fino ai successi degli ultimi anni con la promozione in A2. Nel corso della narrazione storica sono intervenuti diversi personaggi simbolo di questi 40 anni, dai presidenti agli allenatori ai dirigenti/sponsors ed altri personaggi chiave, che sono stati premiati con una maglia celebrativa da parte del Presidente attuale della Pallamano Camerano Massimo Albamonte.

A chiudere si è svolta in campo un’esibizione delle vecchie glorie del femminile contro le più giovani dell’under 13 a completare una sorta di passaggio di testimone tra una generazione ed un’altra. Perché la storia della pallamano a Camerano non si ferma certo qui.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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