Camerano, un pareggio in rimonta

I gialloblu fermati in casa dalla Forsempronese

Eccellenza
Camerano – Forsempronese 1 – 1

Camerano. Si aspettava il Camerano vincente anche in casa, dopo il blitz in trasferta sul terreno della Helvia Recina, invece i gialloblu non vanno oltre l’1-1 contro la Forsempronese. Quel gol preso a freddo, dopo una manciata di secondi dal fischio d’inizio, ha sicuramente inciso sulla prestazione della squadra di Montenovo.

Punizione a favore della Forsempronese
Punizione a favore della Forsempronese

Colpita ancor prima di iniziare. Da un lancio lungo di Marcolini che sorprende la difesa di casa con Fralicciardi lesto a siglare il gol del vantaggio. La reazione del Camerano non tarda ad arrivare.

E’ il giovane Filippetti, classe 1998, a suonare la carica rendendosi pericoloso in un paio di circostanze. La Forsempronese si salva. Il Camerano inizia a carburare seriamente e prima e della mezz’ora riesce pure a pareggiare.

Seppur su calcio di rigore reclamato invano in precedenza per un intervento su Mattia Santoni, ma concesso dall’arbitro poco dopo per atterramento di Donzelli a opera di Vincenzi. Dal dischetto lo stesso Donzelli non sbaglia per il settimo centro stagionale in campionato.

A parte una punizione di Belkaid, è il Camerano a provare a vincere la partita. Tante le occasioni capitate su piedi dei gialloblu e non sfruttate. Per merito delle parate di Tonelli, ma anche di mira imprecisa da parte degli attaccanti locali. Come il colpo di testa al 21’ della ripresa di Donzelli di poco alto o l’occasione sprecata da Mattia Santoni alla mezz’ora.

Mattia Santoni e Donzelli
Mattia Santoni e Donzelli

Il Camerano si deve accontentare di un punto, stazionando a metà classifica, in vista della trasferta sul campo dell’Atletico Gallo Colbordolo che sancirà la fine del girone di andata.

«Andar sotto così all’inizio ha fatto si che la partita si mettesse subito in salita – dice Elia Donzelli, l’autore del gol del pareggio -. Ed è stata dura poi per noi, perché loro pensavano molto a difendersi e lo facevano con tutta la squadra. Era difficile trovare spazi. Nonostante tutto abbiamo avuto delle occasioni che però non siamo riusciti a concretizzare. Peccato perché era sicuramente un avversario alla nostra portata. Dovevamo sicuramente fare meglio» conclude con un pizzico di amarezza e rammarico il bomber gialloblu.

CAMERANO: Verdicchio, Polenta, Angelici, Santoni Mi., Tombesi, Polzonetti, Filippetti (21’ st Crostella), Santoni E., Donzelli, Santoni Ma., Bondi (26’ st Defendi). All. Montenovo

FORSEMPRONESE: Tonelli, Vincenzi (32’ st Matteagi), Rosati, Mistura, Barone, Marcolini, Fralicciardi, Cantarini, Serafini (20’ st Baggadir), Pagliari (36’ st Taddei), Belkaid. All. Serafini

Arbitro: Marchei di Ascoli Piceno

Reti: 1’ Fralicciardi, 27’ pt Donzelli (r)


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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