Camerano – In archivio la sedicesima RampiConero

Vince Francesco Failli della Cicli Taddei in 1:53:35

Camerano – In una bella cornice di sole si è svolta ieri la 16ª edizione della RampiConero, trofeo Mtb Città di Camerano. In assoluto una delle più belle gare di mountain bike della regione grazie ad un percorso articolato che ha toccato Massignano, la cima del Monte Conero, la spiaggia San Michele di Sirolo e Monte Colombo.

Camerano – 16ma RampiConero, la partenza

43 chilometri di saliscendi, per un dislivello di 1.650 metri, lungo i sentieri del Parco omonimo e le spiagge della Riviera, con scorci panoramici da togliere il fiato, fra il verde delle colline e il blu del mare.

Sabato, nella categoria XC Esordienti e Allievi, circa 50 gli scritti.

Camerano – 16ma RampiConero, un gruppo di concorrenti lungo il percorso fra le colline del Parco

Ieri, nella Point to Point, circa 1.000, con la novità della gara Mtb a coppie. Alle 9.30 la partenza di agonisti, amatori e coppie; a seguire, dopo un quarto d’ora, i cicloturisti e gli escursionisti.

Solita, splendida organizzazione curata dall’associazione Crazy Bike che al termine ha offerto un pranzo da “terzo tempo” a tutti i partecipanti.

Le classifiche

Camerano – 16ma RampiConero, la premiazione del percorso lungo con il vincitore Francesco Failli

Categoria Esordienti donne: 1ª MEDORI Letizia PEDALE ROSSOBLU- PICENUM

Categoria Esordienti: 1° TOZZI Alex TEAM NOB SELLE ITALIA; 2° ARINGOLO Riccardo SUPERBIKE TEAM; 3° CLERICO’ Giuseppe SUPERBIKE TEAM.

Categoria Allievi: 1° TORCIANTI Gabriele S.C. PEDALE CHIARAVALLESE; 2° PILESI Emanuele SUPERBIKE TEAM 3° CARDELLI Marco POLISPORTIVA MORROVALLESE

Categoria Allievi donne: 1ª MAGIATERRA Nefelly SUPERBIKE TEAM; 2ª SIMONI Giorgia O.P. BIKE PORTO SANT’ELPIDIO; 3ª DELMONTE Aurora POLISPORTIVA MORROVALLESE.

Percorso corto: 1° MAGARELLI Enrico GRUPPO CICLISTICO MATELICA; 2° VIRGILI Luigi M4 TEAM GIULIODORI RENZO BIKE CLUB; 3° BORGOGNONI Adriano CRAZY BIKE.

Percorso lungo: 1° FAILLI Francesco CICLI TADDEI in 1:53:35; 2° CASAGRANDE Francesco CICLI TADDEI in  1:54:16; 3° SALERNO Cristiano SCOTT RACING TEAM in 1:55:03; 4° NASPI Alessandro SUPERBIKE TEAM in 1:57:00; 5° COLONNA Paolo SCOTT RACING TEAM in 1:58:10


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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