Camerano Calcio: il Covid cancella la prima squadra in Promozione

Una scelta dolorosa ma obbligata che privilegia il settore giovanile e il progetto Calcio Integrato, con una mano tesa verso la Real Cameranese

Camerano, 30 luglio 2020 – Il prossimo campionato Promozione 2020/2021, non vedrà ai nastri di partenza la prima squadra del Camerano Calcio. Una scelta non semplice ma obbligata: “Perché il Covid ha lasciato anche a Camerano un segno e perché, come nelle realtà più importanti, la voglia è quella di sfruttare una crisi per trasformarla in opportunità”, come si legge nel comunicato ufficiale della società.

«Si è deciso di puntare tutto sui giovani, di concentrare e dedicare tutte le risorse umane, strutturali ed economiche nei loro confronti – continua il comunicato gialloblu – Era giunto il momento di compiere un ultimo deciso passo rispetto ad un percorso che era già stato fortemente intrapreso negli anni precedenti. Di conseguenza, non solo il vivaio giallobu e il progetto Calcio Integrato proseguiranno, ma lo faranno con tutte le attenzioni e le forze rivolte a loro. I campi saranno per loro, gli allenatori e i dirigenti saranno per loro, le forze economiche saranno dedicate esclusivamente a loro».

La dirigenza capitanata dal presidente Giuseppe Giacomelli, non ha comunque spento del tutto i riflettori sul futuro calcistico delle giovani promesse locali. Se la prima squadra non esiste più, ai campioncini locali che emergeranno dal settore giovanile verrà comunque garantita in loco una possibilità di crescita ulteriore. Come? «Consolidando la collaborazione e il rapporto con gli amici della Real Cameranese – la logica risposta del Camerano Calcio, che spiega – La società dei patron Angelo Paci e Danilo Rossetti con la loro prima squadra parteciperà al campionato di Seconda Categoria, o forse Prima Categoria – dipende dall’esito della domanda di ripescaggio, che fa leva sull’ottima stagione precedente disputata dalla Real e chiusa con il secondo posto prima del lockdown. Qualunque sarà l’esito, grazie alla prima squadra della Real verrà garantito lo sbocco diretto in ambito seniores a tutti quei ragazzi che cresceranno a Camerano nel settore giovanile del Camerano Calcio».

Di fatto, due realtà distinte che decidono di darsi una mano e di collaborare per dare un seguito alle giovanili tenendo i gioiellini a casa propria per non disperdere il lavoro di anni. Non una fusione quindi, ma una visione comune d’intenti fra le due società di calcio cameranesi. Una scelta che va apprezzata per i presupposti e dunque rispettata ma che, dal nostro punto di vista, denuncia qualche fragilità. Sia sul piano gestionale sia su quello della tifoseria e dell’appartenenza alla maglia. Forse, proprio grazie al Covid, la vera opportunità sarebbe stata una fusione fra le due società, la migliore delle scelte in assoluto: Camerano, con i suoi 7.174 residenti, può permettersi due società calcistiche che giocano in due campionati dilettantistici diversi, pur se molto vicini?

In ogni caso, restiamo al presente. Il Camerano Calcio c’è, nonostante le sue ultime traversie. Senza prima squadra ma c’è, con tanta voglia di fare per seguire ed esaltare al meglio i ragazzini del posto che: “meglio su un campo di calcio che per strada o concentrati ore e ore sullo schermo di uno smartphone”, come dice il saggio. Il resto sarà tutto in divenire.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Diritto e morale di una casta immorale

Fuori i nomi di chi ha scritto e votato la legge sui bonus alle Partite Iva. Luca Zaia: “I politici che l'hanno chiesto non saranno ricandidati”


12 agosto 2020 – Torno sulla questione dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno chiesto ed ottenuto il bonus riservato alle partite Iva in difficoltà. Lo faccio lasciando la parola e lo spazio odierno di Paneburro&marmellata ad Armando Ginesi che mette nero su bianco tutta una serie di riflessioni in merito. Com’è che in questo Paese nessun politico viene mai chiamato a rispondere delle castronerie che mette in campo? Aggiungo solo che il Garante della privacy ha dichiarato che i nomi dei furbetti si possono fare. Riflette, Ginesi:

«Che la legge abbia consentito (ed ancora consenta) di commettere la cosa indegna che hanno compiuto i cinque deputati e diversi amministratori regionali di avvalersi (o di provarci) del bonus per le partite Iva che hanno sofferto economicamente durante la fase acuta della pandemia, è cosa risaputa. Che siano state persone indegne non significa che abbiano compiuto azioni illegali.

Perché diritto e morale sono cose distinte (qualcuno ha giustamente ricordato come, dopo il 1938, in Italia, perseguitare gli ebrei fosse una cosa legale anche se certamente indegna dal punto di vista etico) ma che, a parer mio, non possono ignorarsi.

E questa è una. Un’altra è che esiste una legge sulla privacy per cui i nomi di questi individui non si potrebbero fare. Ma esistono anche i diritti dei cittadini a non essere turlupinati dai furbacchioni moralmente disonesti, per cui, a mio giudizio, i nomi vanno resi pubblici. Per evitare che gli elettori li rieleggano di nuovo anche se indegni. (E qui bene ha fatto il presidente del Veneto Luca Zaia (foto da Facebook) a decidere che non saranno ricandidati coloro che hanno approfittato di un legge per commettere una mascalzonata. Speriamo che tutti i partiti si comportino allo stesso modo se non vogliono apparire complici dei malfattori, anche questa volta così li definiamo dal punto di vista etico che per noi conta eccome).

Non sono da rieleggere per vari motivi: intanto perché sono soggetti non degni di far parte di un Parlamento, poi perché sono stupidi (non dovevano capire che la cosa sarebbe venuta a galla e che sarebbero stati sputtanati a dovere?), e allora come si possono mandare a far leggi (che tutti noi siamo obbligati a rispettare), persone indegne e cretine?

Ma un’altra riflessione va fatta: chi l’ha scritta quella legge idiota che non ha fissato un tetto o una modalità che impedissero una maialata del genere? E ancora: chi l’ha votata? Dateci l’elenco dei partiti o i nomi dei parlamentari che l’hanno approvata. Magari sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti perché qualcuno, fra loro, è stato più cretino degli altri».

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