Camerano – 7° Torneo di Dodge Ball

Tanto agonismo e divertimento nella serata d’esordio della palla avvelenata al Ballarini

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Camerano – È iniziato ieri pomeriggio, mercoledì 12 luglio, il 7° Torneo di Dodge Ball presso il campetto Ballarini, organizzato dalla Pallamano Camerano. E si replicherà oggi e domani.

I numeri parlano da soli per dare un’idea del coinvolgimento e della capacità di aggregazione di questa manifestazione:

30 squadre iscritte: 8 nella categoria Mini; 8 in quella Ragazzi; 14 nell’Open.

300 giocatori coinvolti.

4 i Comuni rappresentati: Camerano, Senigallia, Ancona, Castelfidardo.

Per un totale di circa 60 partite giocate.

Una formula davvero vincente questa della palla avvelenata, che prevede ritmi indiavolati con partite della durata di pochi minuti che si susseguono una all’altra, grande agonismo, colpo d’occhio, buona mira e braccio potente.

Camerano – Pronti, via! L’inizio di una partita di Dodge Ball

Ma quello che davvero colpisce, al di là dell’agonismo e del risultato, è l’atmosfera che questo gioco semplice sa ricreare. Una formula divertente che accomuna padri e figli impegnati nella contesa; intere famiglie coinvolte dentro e fuori il campo di gioco. E chi non gioca, magari in una squadra messa in piedi all’ultimo momento, si adopera comunque a dare una mano in veste di organizzatore, o giudice, o arbitro. O fa semplicemente da spettatore e tifoso.

Camerano – Un pubblico eterogeneo segue le partite ai bordi del Ballarini

Studenti, operai, impiegati, dipendenti comunali, liberi professionisti o dirigenti d’azienda tutti insieme, tutti sullo stesso piano, per viversi, condividersi, divertirsi. La rivalità è quella sportiva perché, terminata la partita, le battute, le prese in giro e gli sfottò amichevoli si sprecano. (guarda la slideshow)

Una vera faticaccia per Rosalba Rubini, deus ex machina della manifestazione che, in qualità di vicepresidente della Pallamano Camerano, ogni volta riesce ad aggregare e mettere insieme questo circus variegato e simpatico intorno ad un passatempo che tutti, da bambini, abbiamo giocato a scuola almeno una volta.


3 commenti alla notizia “Camerano – 7° Torneo di Dodge Ball”:

  1. Stefano says:

    SOlo un piccolo appunto…Rosalba è vicepresidente della pallammano e non della pallavolo….
    Per il resto ottimo articolo che rende onore all’iniziativa!! Complimenti!!

    • Stefano says:

      pallamano…… magari con una m sola…. 🙂

      • Stefano, beccato!!! Vedi com’è facile battere un errore? Ovviamente sto scherzando, grazie per averlo notato e per avercelo segnalato, si lavora sempre di corsa e spesso le idee si confondono… certo che scrivere pallavolo anziché pallamano è davvero da vecchi rincoglioniti – quale io sono in realtà – chiedo scusa a tutti. Ora è corretto. E… grazie per i complimenti ma io non ho fatto nulla, ha fatto tutto Rosalba della pallavolo (eh eh eh), della PALLAMANO CAMERANO e tutte quelle splendide persone che le hanno dato una mano lasciandosi coinvolgere!

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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