Battuto il Bastia si riaccende una luce per la Pallamano Camerano

Campionato serie A2 ottava giornata di ritorno

Camerano – Bastia 25 : 21 Primo tempo 12 a 12

Camerano – Si è giocata ieri, domenica 18 marzo alle 18, presso il palazzetto “Daniele Principi” l’ottava giornata di ritorno del campionato di serie A2 girone C di pallamano.

Camerano – Bastia: buona partenza degli ospiti che chiudono il primo tempo sul 12 pari

I ragazzi di mister Campana scendono in campo con la consapevolezza che un passo falso, come quello di domenica scorsa a Carrara, può spegnere ogni speranza di salvezza. E che ne abbiano davvero coscienza lo dimostrano subito. Di fronte hanno un avversario che non ha nulla da perdere come il Bastia, fanalino di coda della classifica.

I padroni di casa si lasciano sopraffare dal nervosismo e dalla tensione. Il primo tempo si gioca punto a punto, con tanti  errori soprattutto in attacco. Un primo tempo da film già visto: i ragazzi cameranesi sono tesi e sembrano aver dimenticato tutte le indicazioni ricevute durante la settimana. Il primo tempo termina 12 pari.

Camerano – Bastia: il pubblico è davvero l’arma in più dei padroni di casa

La seconda frazione di gioco è la fotocopia della prima, fino al 48° quando il Bastia prende il largo e si porta sul 16 a 20. Ma quando sembra che tutto sia finito il Camerano, incitato dal suo caloroso pubblico, tira fuori il carattere, i giocatori reagiscono, e riescono ad agguantare gli avversari.

Gli ultimi otto minuti di gioco sono tutti a senso unico. Il Camerano, finalmente risvegliatosi dal torpore, si porta prima sulla parità poi vola a più 4.

L’incontro termina 25 a 21. Due punti importanti che portano i padroni di casa a quota 14 e che servono a sorpassare il Poggibonsi che resta a 13 dopo la sconfitta di ieri con l’Ambra.

Camerano – Bastia: termina in attacco il Camerano in maglia nera

Sabato 24 marzo alle 18.00 a Monteprandone si giocherà la 9ª giornata di ritorno.

CAMERANO: Badialetti 9, Boccolini 4, Campanale, Fabiani, Marinelli 1, Osimani, Pagliarecci 5, Recanatini M.2, Recanatini P., Sanchez, Scandali, Cirilli 1, Gardi 3, Manfredi. Allenatori Campana/Cardogna

BASTIA: Bernardo 3, Cancellotti, Dotorini, Gaetano 8, Ripi, Rosi 2, Rossi D. 1, Rossi M. 3, Rustici, Santi, Tosti 3, Antonelli, Arcangeli 1, Ganestri. Allenatore Contini

Risultati 8ª giornata -ritorno

SECCHIA RUBIERA – CARRARA 30-22

AMBRA – POGGIBONSESE 28-22

RAPID NONANTOLA – MONTEPRANDONE 34-25

MASSA MARITTIMA – PARMA 26-27

CHIARAVALLE – FAENZA 18-32

CAMERANO – BASTIA 25-21

Prossima giornata 9ª di ritorno

CARRARA – AMBRA

MONTEPRANDONE – CAMERANO

FAENZA – SECCHIA RUBIERA

PARMA – RAPID NONANTOLA

BASTIA – CHIARAVALLE

POGGIBONSESE – MASSA MARITTIMA

 

di Rosalba Rubini


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Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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