Bambini protagonisti al Judo Club Camerano

Grande festa al PalaPrincipi per i passaggi di cintura dei più piccoli

Camerano, 7 luglio 2022 – Al PalaPrincipi il Judo Club Camerano ha organizzato una grande festa allestendo il tatami sul parquet del palazzetto per celebrare il passaggio di cintura dei bambini.

Una bellissima serata cui ha partecipato l’intera società salvo qualche assente giustificato, impegnato in allenamenti fuori Comune o a causa malattia. Erano presenti, tra gli altri, Yosvane Despaigne Terry ormai a tutti gli effetti parte storica del Judo Club Camerano; e ha fatto il suo ritorno nel Club anche il Maestro sesto Dan Bruno Maggetti, socio fondatore e guida tecnica per tanti anni.

Oltre 50 persone sul tatami, con i piccoli guidati in maniera perfetta da Benedetto Tontarelli e Arianna Manzoni. Alla fine della serata, maxi-rinfresco all’esterno della struttura con il piazzale adiacente stracolmo di genitori e amici.

«Per la prima volta siamo riusciti ad organizzare un evento nostro – ha commentato il presidente e tecnico titolare Marco MontanariGrazie al fatto che abbiamo un tatami a disposizione da montare: speriamo diventi una meravigliosa tradizione. Vedere tutti i nostri bambini, che sono il futuro del Club, confrontarsi felici con i grandi è stato veramente emozionante. Ringrazio personalmente chi ha lavorato alla riuscita della serata: dai ragazzi più grandi ai genitori dei bambini. Ora, a luglio, proseguiremo con gli allenamenti del gruppo agonistico mentre i pre-agonisti riprenderanno a settembre. Ancora grazie a tutti!»

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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