A Nonantola il Camerano perde il bandolo della matassa

Pallamano Serie A2 girone C

Nonantola – Camerano 35 : 21

Parziale 17 : 7

Nonantola (MO) – Il Camerano va in trasferta a Nonantola. I padroni di casa, retrocessi dalla massima serie, hanno tuttora un’ottima squadra e sono imbattuti in campionato, forti di un giovane terzino sinistro, un ottimo pivot e nel complesso di un ottimo collettivo.

Nonantola – Riscaldamento

In campo, sono più che consapevoli della propria forza e la partita inizia subito male per il Camerano, con un parziale di 8 a 1. Per tutto il primo tempo gli ospiti soffrono e sbattono addosso al forte muro difensivo degli emiliani. Il Camerano stenta a trovare soluzioni e il primo tempo termina 17 a 7.

Nel secondo tempo gli ospiti provano in qualche modo a rimediare, giocano meglio, recuperano qualcosa e arrivano al minimo scarto di 20 a 13. Ma il Nonantola riparte e il Camerano, in vena di regali, sbaglia ancora palloni giocabili e colleziona tutta una serie non indifferente di tiri sbagliati.

Nonantola – Un Camerano frastornato prova a cercare soluzioni

Gol mancati che, se da un lato avrebbero di certo diminuito la distanza nel punteggio, non avrebbero comunque cambiato le sorti di una partita che il Camerano ha compromesso fin dai primi minuti di gioco.

Risultato finale 35 a 21. Domenica prossima, derby a Chiaravalle con l’obbligo di ritrovare il bandolo della matassa.

Nonantola: Bernardi, Ansaloni G., Benhenia 1, Dalolio, Kasapreshnik 11, Morselli 2, Valle 6, Montanari G.2, Manfredini 7, Montanari M. 2, Monzani 2, Chiesi 1, Ansaloni F. 1, Martinelli.
Allenatore Montanari

Camerano: Badialetti 8, Beducci, Boccolini 1, Campanale 1, Fabiani 3, Marinelli, Osimani, Pagliarecci 5, Recanatini, Sanchez, Scandali 1, Cirilli 1, Gardi 1. Allenatore Cardogna

Direttori di gara:Regalia – Greco

Risultati 3ª giornata – andata

SECCHIA RUBIERA – CHIARAVALLE 34 – 20

FAENZA – BASTIA 36 – 17

RAPID NONANTOLA – CAMERANO 35 – 21

PARMA – MONTEPRANDONE 27 – 24

MASSA MARITTIMA – AMBRA 19 – 28

POGGIBONSESE – CARRARA 31 – 23

Prossima giornata: 4ª di andata

CARRARA – FAENZA; MONTEPRANDONE – SECCHIA RUBIERA; AMBRA – RAPID NONANTOLA; PARMA – POGGIBONSESE; BASTIA – MASSA MARITTIMA; CHIARAVALLE – CAMERANO.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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