‘Lisistrata’ di Aristofane sconfigge anche il lockdown

Il Cenacolo dei Farfalloni torna in teatro alla Nuova Fenice di Osimo con un classico del teatro antico

Osimo, 28 settembre 2020 – Il Cenacolo dei Farfalloni torna alla Nuova Fenice di Osimo con uno spettacolo tutto nuovo: un adattamento della commedia Lisistrata di Aristofane. Con il sostegno e la collaborazione della sede anconetana dell’Istituto Ellenico della Diplomazia Culturale diretta da Haris Koudounas, la compagnia under-30 osimana si confronta con un classico del teatro antico, un manifesto per la pace scritto nella Grecia del 411 a.C. ma ancora capace di far ridere e riflettere.

Osimo – La compagnia de Il Cenacolo dei Farfalloni

L’intreccio di Lisistrata è semplice e quasi proverbiale: protagoniste le donne che, stanche della guerra e del malgoverno degli uomini, decidono di porre i mariti davanti a un aut-aut: o la pace o niente più sesso! La vicenda, narrata con toni burleschi e licenziosi, contiene però un appello molto serio alla resilienza nei momenti di crisi: mandando le donne al potere e portandole ad attraversare la morte (cioè il rifiuto della riproduzione) per riaffermare la vita di cui sono portatrici (cioè la pace, contro la guerra dei maschi.

Aristofane induce gli spettatori a sperimentare nella finzione, come monito per la vita reale, quello sbilanciamento necessario per riprendere a camminare, il decentramento della prospettiva che serve a re-immaginare un mondo in rovina per ricostruirlo su nuove fondamenta.

Appuntamento venerdì 2 ottobre al Teatro La Nuova Fenice di Osimo, ore 21.15, biglietto 10 euro. Prevendita in biglietteria 1-2 ottobre dalle ore 17. Prenotazione telefonica al numero 340 347 7226. Il Teatro sarà usato a capienza ridotta nel rispetto delle norme anti-contagio, con l’obbligo di indossare la mascherina all’ingresso.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona, il sindaco Mancinelli faccia il sindaco

Levata di scudi in mezza Italia per le disposizioni dell’ultimo Dpcm


Ancona, 19 ottobre 2020 – “Il decreto dispone anche la facoltà per i Sindaci di disporre la chiusura al pubblico dopo le ore 21 di vie o piazze nei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso a negozi aperti e abitazioni”. Recita così il testo dell’ultimo Dpcm 18 ottobre 2020 in vigore da oggi in tutta Italia. Uno dei nove punti con i quali il Governo Conte cerca di dare risposte alla recrudescenza del Covid-19 registrata nel Bel Paese in questi giorni.

Un punto che ha fatto indignare non pochi Sindaci lungo tutto lo Stivale perché, dicono, non spetta loro la decisione di chiudere vie o piazze. Perché, dicono questi esimi primi cittadini, in questo modo il Governo se ne lava le mani e scarica tutta la responsabilità di decisioni pesanti su di loro, vittime inermi della situazione e dell’arroganza del Governo nazionale.

Poverini questi Sindaci, chiamati una volta tanto a prendersi per davvero le proprie responsabilità, a metterci per davvero la faccia nel prendere decisioni reali, pesanti, scomode, di quelle che, per davvero, fanno perdere voti e consensi. Ché, per attuarle, bisogna per davvero tirare fuori i “rognoni” e non guardare in faccia nessuno.

Ma se vuoi fare il sindaco, ti devi prendere le tue responsabilità. Quelle che hai accettato di prendere quando hai indossato la fascia tricolore. Quelle che sono regolamentate dalla Legge da sempre. Quelle che, se te le prendi, fanno davvero la differenza tra un grande sindaco e un sindaco mediocre. Il premier Giuseppe Conte, ieri sera, lo ha ripetuto in modo chiaro: “Ognuno di noi in questa fase deve fare la propria parte”. I cittadini stanno facendo la loro, cari Sindaci, adesso voi fate la vostra!

Invece, ad Ancona il sindaco Valeria Mancinelli (foto) sulla sua pagina social scrive: “Inaccettabile e inapplicabile la norma che scarica sui Comuni la gestione, in realtà, del coprifuoco, senza uomini e senza mezzi. Tutti i Comuni italiani sono in rivolta e chiedono al Governo di cambiarla. Ora.

Ma davvero la Mancinelli (“e tutti i Comuni italiani” come scrive lei, forte d’essere stata appena eletta presidente di Anci Marche), crede che certe norme le debba applicare solo il Governo? Ci arriva o no a capire che Giuseppe Conte non può avere in contemporanea contezza di quanto accade ad Ancona nei quartieri, nelle vie e nelle piazze? O in quelle di Agrigento, di Forlimpopoli, di Settimo Torinese, Vittorio Veneto, Frosinone, Bordighera, San Martino Buon Albergo, Montepulciano, Cosenza, Vieste e vattelapesca, solo per citare una decina di Comuni sui circa ottomila che insistono sul territorio nazionale?.

Solo il Sindaco, grazie alla Polizia municipale ai Carabinieri e agli operatori sanitari, può avere il polso della situazione; conoscere come si stanno muovendo i propri concittadini, quali sono le zone a rischio della sua città, e di conseguenza sapere dove intervenire per arginare o dove non intervenire perché non ci sono assembramenti. Chi altri? Un Sindaco questo potere ce l’ha, e deve avere il coraggio e trovare i mezzi per esercitarlo.

Se un Sindaco non è in grado di fare ciò, forse deve trovare il coraggio di guardarsi allo specchio e di domandarsi se è davvero in grado di fare il sindaco. Ma con la s minuscola, stavolta.

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