Smile Numana ospita il comico Baz

In Piazza del Santuario venerdì 2 agosto ore 21.30 a ingresso libero

Numana, 1 agosto 2019 – Venerdì 2 agosto, ore 21:30,  la rassegna  Smile Numana  presenta: Baz Live in Piazza del Santuario. La quarta proposta della stagione numanese della comicità è affidata a Marco Bazzoni, in arte Baz, che porta in città un recital innovativo e coinvolgente ricco di  monologhi, canzoni, personaggi e tutto ciò che fa del comico sardo un artista unico  nel suo genere.

Uno spettacolo pieno di sorprese e di colpi di scena, che farà luce sui pensieri nascosti  del maschio italiano. Verrà svelato il misterioso passato di Piero Pelù, e il pubblico potrà assistere a due esperimenti sensazionali mai realizzati al mondo da un artista: Baz dimostrerà che è possibile suonare tutto il repertorio della musica mondiale con il solo utilizzo di un cucchiaino da caffè e, impresa al limite delle capacità umane, tenterà di fare un musical da solo!

Marco Bazzoni in arte Baz

Marco Bazzoni nel 2007 entra stabilmente nel cast del programma di Italia 1 Colorado con i personaggi superBAZ, il lettore multimediale, il cantante Gianni Cyano e con monologhi di satira di costume. Da allora partecipa a numerose trasmissioni televisive come “Giass” di Antonio Ricci, “Quelli che il calcio”, “Maurizio Costanzo Show” e “Buona Domenica”. Nel 2017 entra a far parte del cast di “Made in Sud”.

A televisione e radio, Baz affianca un’intensa attività di spettacoli teatrali e live (ad oggi oltre 2.500) in cui si esibisce nelle vesti di monologhista, imitatore, caratterista cantante. La sua passione per il canto lo porta a Los Angeles dove studia con Seth Riggs, inventore del “speech level singin” e vocal coach di Michael Jackson, Ray Charles, Madonna e molti altri. Il 20 settembre 2011 viene pubblicato da Mondadori il suo primo romanzo “School of Baz” e nel 2013 la Sony Music distribuisce l’album del suo personaggio Gianni Cyano intitolato “Un album del CAnto”. Nel maggio del 2016 corona il suo sogno esibendosi nel tempio della comicità mondiale: l’Hollywood Comedy Store.

Lo spettacolo è a ingresso libero.

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

© riproduzione riservata

 


link dell'articolo