Urbino – Va in scena Bianca un omaggio a “Moby Dick” di Herman Melville

Al Teatro Sanzio con Daniela Giovanetti e Norina Angelini, regia Alessandro Di Murro

Urbino, 25 maggio 2021 – Sarà in scena al Teatro Sanzio il 27 maggio, Bianca, un omaggio a “Moby Dick” di Herman Melville di Gianni Guardigli, regia Alessandro Di Murro, con Daniela Giovanetti e Norina Angelini.

A duecento anni dalla nascita di Herman Melville viene ricordato il genio americano attraverso il romanzo sicuramente più celebre e celebrato dell’autore: Moby Dick o la balena. Racconta del mare e del suo mistero creando un’esperienza di teatro puro: cerca di lasciare allo spettatore l’impossibile meraviglia di sentirsi raccontare una grande storia.

Un primo piano di Daniela Giovanetti e nelle vesti di Bianca

Una voce narrante femminile (perché femmina sono il mare e la natura) porta il pubblico sulle assi del Pequod, la celebre nave baleniera, insieme a Ismaele, Quiqueg e al capitano Achab, alla ricerca di quella creatura tra il biblico e il mitologico entrata a tutti gli effetti nell’immaginario collettivo con il nome di Moby Dick.

«Con un bel gesto filosofico Catone si getta sulla spada – afferma Daniela Giovanetti –  io cheto cheto mi metto in mare. Ismaele ci assomiglia, “ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me mi metto in mare, questo è il mio surrogato alla pistola e alla pallottola”. Anche noi come lui siamo salpati dal nostro porto, le tavole del palcoscenico, verso la Grande Balena e sebbene naufraghi siamo qui a raccontarvi il viaggio».

Note di Alessandro Di Murro

Un progetto ambizioso prodotto dalla compagnia teatrale “Gruppo della Creta” che vede affiancarsi generazioni eterogenee con l’obiettivo di costruire una comunicazione efficace e di grande livello artistico ed emotivo. All’esperienza e alla grande professionalità di Daniela Giovanetti, Gianni Guardigli e Norina Angelini, si affiancano le energie e la carica di sperimentazione tecnica e comunicativa dei giovani artisti Alessandro Di Murro ed Enea Chisci. L’aspetto musicale è inoltre impreziosito dall’utilizzo dei brani di Vinicio Capossela, dedicati alla balena bianca, che gentilmente il cantautore ha concesso di rendere drammaturgia sonora.

Biglietto posto unico numerato 8 euro

https://www.amatmarche.net/bianca-un-omaggio-a-moby-dick-di-herman-melville-di-gianni-guardigli/

071-2072.439

Biglietteria Teatro Sanzio: aperta il giorno precedente la rappresentazione dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 20, nei giorni di spettacolo dalle ore 16 fino ad inizio rappresentazione. Tel 0722-2281

di Gianni Guardigli
regia Alessandro Di Murro
con Daniela Giovanetti e Norina Angelini
autore delle musiche Enea Chisci
scene e costumi Laura Giannisi
musica I fuochi fatui” dall’album Vinicio Capossela “Marinai, profeti e balene” (P) e (C) La Cupa – 2011
produzioni Gruppo della Creta

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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