La senigalliese Vanessa Chiappa racconta il suo spettacolo in Uzbekistan

“Un onore per me aver duettato con Afruza, una delle pop star uzbeche più seguite dai giovani”

Tashkent (Uzbekistan), 26 giugno 2021 – L’esibizione a Tashkent rimarrà indelebile nella memoria di Vanessa Chiappa. La cantante senigalliese ha incantato il pubblico e i media dell’Asia Centrale che si sono ritrovati nella capitale dell’Uzbekistan per seguire il Sanremo Music Awards, ideato e firmato dal patron Nicola Convertino. Inoltre, ha avuto il piacere e l’onore di condividere il palco e duettare con Afruza, una delle pop star uzbeche più seguite dai giovani.

La cantante senigalliese Vanessa Chiappa

Il Sanremo Music Awards (SMA), un format live che seleziona artisti e li inserisce in un panorama internazionale, questa volta si è proposto anche come Fashion Show, nella bellissima Tashkent City, nel centro della capitale dell’Uzbekistan, una città nella città. L’evento del funambolico Nicola Convertino, con la più totale collaborazione del governo dell’Uzbekistan e in persona del presidente Shavkat Mirziyoyev, è stato una tre giorni di musica e di alta moda, che ha goduto della grandissima attenzione di media dell’Asia Centrale, con particolare attenzione di quelli Uzbechi.

Vanessa Chiappa, a destra, con le altre artiste italiane in Uzbekistan

Gli artisti invitati all’evento da Nicola Convertino erano: Tatiana Previati, soprano; il francese Fabrice Pascal Quagliotti, leader dei Rockets, che ora ha intrapreso una carriera da solista; Cecilia Herrera cantante, attrice e performer; la senigalliese Vanessa Chiappa, nata da padre italiano e madre americana; Sara Scognamiglio vincitrice nel 2013 del Sanremo Music Awards.

Rientrata dopo “10 giorni pazzeschi trascorsi in Uzbekistan” Vanessa Chiappa racconta: «Ci sarebbero tante cose da dire, ma ogni volta che mi ritrovo a vivere esperienze canore così prestigiose e intense come quella a Tashkent, con l’Orchestra di Stato dell’Uzbekistan, ripenso alla bambina che ero e che aveva un grande sogno, quello di fare la cantante e che ha lottato tanto per realizzarlo, spinta da una passione enorme, che è una vera e propria ragione di vita».

Vanessa Chiappa e Afruza

Cosa le è rimasto di questa esperienza artistica?

«Un viaggio ed un concerto che mi rimarranno nel cuore e negli occhi per molto tempo, un’esperienza che mi ha arricchita tanto, sia dal punto di vista artistico sia da quello umano. Spero davvero di cuore che in futuro ci sia la possibilità di tornare ad esibirmi in questo splendido Paese e di poter nuovamente immergermi nella sua cultura così variegata ed eterogenea».

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

© riproduzione riservata


link dell'articolo