Arriva su La5 iBand il primo talent per band e cori

Silvia Salemi, Sal Da Vinci e Marco Carta i giudici del format. Aperti i casting

Grande attesa per il nuovo talent show che andrà in onda  a partire dal prossimo dicembre 2018 e in prima visione assoluta su La5 Mediaset. iBand, prodotto dalla Sunshine Production, promette di essere nel vasto panorama televisivo un format insolito ed innovativo.

Un programma che, per la prima volta, si rivolge alle band, ai gruppi di voci, ai cori e ai cori gospel. Sarà strutturato in 4 puntate eliminatorie, una semifinale ed una finale.

Silvia Salemi, Sal Da Vinci e Marco Carta i giurati del nuovo talent iBand su La 5

La direzione artistica è affidata al Maestro Vincenzo Sorrentino, di gran lunga conosciuto per i suoi numerosi successi e percorsi professionali. Il talent vedrà la presenza di famosi esperti del settore tra cui: Silvia Salemi, Sal Da Vinci e Marco Carta, volti noti al pubblico che  saranno i componenti di giuria. A loro, spetterà il delicato compito di valutare le esibizioni dei talenti in gara.

La band, dovrà essere  composta  da un minimo di 5 elementi, mentre i  cori dovranno comprendere dai 15 ai 40 elementi. Coloro che verranno ammessi, si esibiranno dal 26 al 31 agosto presso il teatro 1 di Cinecittà World alla presenza delle telecamere Mediaset.

I talent hanno rivoluzionato la musica sfornando talenti che da emergenti sono diventati degni di menzione, conquistando pubblico e critica. Dare spazio alle promesse presenti su tutto il territorio nazionale;  questa è la finalità di iBand. Infatti, i casting gratuiti e master continuano con le tappe in diverse regioni d’Italia.

I prossimi appuntamenti per iscriversi si terranno il 29 giugno a Catania, il 30 a Palermo per proseguire con Napoli il 7 luglio, e Bergamo dove Iband farà tappa l’8 luglio. L’agenzia – segreteria nazionale di iBand è la società Studio Kreativ srl, referente Emma Malinconico.  Per tutti coloro che vorranno partecipare inviare il provino a: casting.iband@gmail.com. Sono previsti premi per le diverse categorie (senior e junior), e un contratto di lavoro artistico per il vincitore assoluto.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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