Ancona – Parco Belvedere di Posatora: spettacolo di burattini

“Geppone e il vento tramontano” mercoledì 12 agosto ore 19

Ancona, 10 agosto 2020 – Tornano a lavorare anche i burattini dopo la parentesi del “tutto chiuso” per via del Covid, per dare gioia e divertimento a tutti i bambini. Ad Ancona,  mercoledì 12 agosto alle ore 19 presso il Parco Belvedere di Posatora il Teatrino Pellidò presenta lo spettacolo Geppone e il vento tramontano.

Ingresso gratuito. In caso di maltempo lo spettacolo verrà rinviato al 16 agosto ore 19,00 sempre al Parco Belvedere di Posatora. Per prenotazioni: tel. 071 2222429 – 2446, dal lunedì al venerdì ore 9.00/13.00; martedì e giovedì anche 15.00/17.00.

Vincenzo Di Maio con i suoi burattini

«I burattini non sono marionette, quelle sono con i fili – spiega Vincenzo Di Maio del Teatrino Pellidò –  i burattini invece si infilano nelle mani e non hanno le gambe. I miei buratttini fanno i loro spettacoli Bruter Teatret, la nostra baracca. I burattini sono un antico linguaggio del teatro, comparsi in Italia almeno cinque secoli fa, ancora oggi attuali e convincenti sia per le nuove generazioni che per le meno giovani. Le storie che mettiamo in scena sono storie inventate da me o sono fiabe popolari inventate da chissà chi. Spesso raccontiamo di come potrebbe essere più bello il mondo con meno inquinamento, con più amicizia, con più tolleranza, con più allegria e con più desideri. I bambini capiscono subito di cosa si tratta».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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