Ancona Blue Carpet show in Piazza del Plebiscito

Musica e poesie con Operapop, Riccardo Foresi e Antonio Maggio

Un omaggio ad Ancona, quale Porta d’Oriente, quale luogo di incontro tra culture e sonorità,  con uno show di musica, poesie, emozioni. Questo l’evento organizzato da Vladimiro Riga della  Vladimiro Riga Eventi per domani, venerdì 21 luglio alle ore 21.00 in piazza del Plebiscito che quest’anno ospita tutta una serie di eventi frutto anche di una sinergia tra gli operatori locali e l’Amministrazione comunale.

Ancona, Piazza del Plebiscito

Sul palco, allestito nella prestigiosa cornice di Piazza del Papa, si esibiranno:

gli Operapop, al secolo Francesca Carli ed Enrico Giovagnoli, reduci dal successo di “The winner is” con Jerry Scotti,

Operapop

Riccardo Foresi, consacrato da numerose tournée internazionali come il Michel Buble’ marchigiano, che si esibirà con la sua “That’s Amore Orchestra”, proponendo brani che hanno fatto la storia della musica italo-americana e che intratterrà il pubblico con coinvolgenti  canzoni che hanno da sempre appassionano gli amanti della buona musica;

Riccardo Foresi

Antonio Maggio, promessa mantenuta della musica Italiana, già vincitore di Sanremo Giovani nell’edizione del 2013, che farà battere i cuori di Ancona col suo Amore Pop.

Antonio Maggio

A condurre la serata, in un mix di note e parole dedicate al mare, sarà il giornalista Maurizio Socci.

«Si tratta di un appuntamento particolarmente interessante e di richiamo – ha sottolineato l’assessore alla Partecipazione Democratica Stefano Foresi – perché coniuga la nostra grande tradizione che vede nel mare il nostro punto di forza con l’arte e la bellezza della poesia e della musica per offrire al pubblico una serata di ricca di emozioni».

Ancona – l’assessore Stefano Foresi e l’organizzatore Vladimiro Riga

«Con questo evento – spiega Vladimiro Riga, organizzatore della serata – vogliamo omaggiare la ricchezza di Ancona sia sotto il profilo storico-culturale ma anche quale interessante fucina artistica del nostro territorio».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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