Loreto – “Dissociata. One man woman show”

In scena domenica 3 settembre in Piazza Garibaldi lo spettacolo comico di e con Romina Antonelli

Loreto – Domenica 3 settembre alle ore 21 in Piazza Garibaldi, nell’ambito di “360 gradi. Festival di micro teatro e non solo” (Teatri Uniti Loreto), andrà in scena Dissociata. One man woman show spettacolo di e con Romina Antonelli, terzo ed ultimo appuntamento del festival.

Romina Antonelli in una foto di scena (by Mary Della Giovanna)

Lo spettacolo è un monologo senza personaggi, senza maschere, senza tormentoni, in cui la protagonista mette a nudo fragilità e passioni, in un crescendo di comicità surreale, grottesca, a tratti lirica.

Memorie d’infanzia, culti giovanili, ossessioni quotidiane e la fatica di tenere insieme tutte le parti di noi, in conflitto continuo. Tra heavy metal e bossanova, rose e stati di ebbrezza, tennis, zuppe di orzo e maldestri tentativi di tango, l’interezza è lontana.

L’immagine della locandina dello spettacolo (by Mary Della Giovanna)

Romina Antonelli (Ancona, 1979), ha lavorato in teatro, radio, tv e cinema come autrice e attrice comica. Con il duo Le Perfide ha partecipato a Zelig Off su Italia Uno e Quanto Manca su Raidue, condotto da Katia Follesa e Nicola Savino. È coprotagonista del film Stregati dalla Bruna prodotto da HeGo film e Sanko.

Inizio spettacolo ore 21.30 Ingresso gratuito.

In caso di maltempo lo spettacolo si terrà al Teatro Comunale

(Piazza Garibaldi, 1).

Info: https://www.facebook.com/tulloreto/

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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