Madre Lengua, in scena il gran finale

Venerdì 5 aprile all’Astra esibizione de I Gira…Soli e cerimonia di premiazione

Castelfidardo, 3 aprile 2019 – Sono circa un centinaio i tagliandi ancora disponibili per assistere all’ultima serata di Madre Lengua, la rassegna di teatro dialettale amatoriale che vive, venerdì 5 aprile alle 21.00 all’Astra, l’atto conclusivo dell’ottava edizione.

Quattro compagnie si sono esibite contendendosi il gradimento del pubblico e i premi speciali della giuria che decreterà miglior attore, attrice, caratterista, sceneggiatura, e attribuirà lo speciale riconoscimento Madre Lengua a chi più efficacemente ha rappresentato la propria identità territoriale e il vernacolo.

I verdetti, però, saranno preceduti dall’attesa esibizione fuori concorso del gruppo organizzatore locale I Gira…soli che porta in scena la nuova commedia in due atti scritta da Stefano Pesaresi e Roberto Perini, L’affare importante.

Castelfidardo – La compagnia de I Gira…Soli in una foto di scena 

Una farsa divertente ambientata in una casa di gente ricca di soldi ma povera di cultura, che attende ansiosa l’arrivo di ospiti illustri per allargare il giro d’affari. Ma l’incontro di lavoro è turbato dalla presenza di un cognato rimasto “bambino con la testa” che combina scherzi a ripetizione. Al quale si aggiungono una cameriera “fortemente smemoriata”, vicini invadenti e un maggiordomo ligio al protocollo. Una matassa ingarbugliata con un finale assolutamente a sorpresa.

Interpreti: Luciano Palanga, Barbara Cesaretti, Franco Nobili, Stefano Pesaresi, Barbara Fani, Fausto Massaccesi, Roberto Perini, Giordana Lanari, Fabio Strappato, Maria Rita Cesaretti, Christian Staffolani. Autori e registi: Stefano Pesaresi e Roberto Perini.

Biglietto posto unico a € 6. Info e prevendite presso Pro Loco: 071 7822987.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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