“La butega d’Pepp” mercoledì 27 marzo a Madre Lengua

Quarto appuntamento all’Astra con la commedia dialettale amatoriale e la Sciabica

Castelfidardo, 25 marzo 2019 – È l’ultima compagnia in concorso a “Madre Lengua”, la rassegna amatoriale di teatro dialettale che la prossima settimana vivrà la serata finale, quella dei verdetti e dell’esibizione del gruppo organizzatore e padrone di casa de “I Gira…soli”.

Mercoledì 27 marzo alle 21.00, la filodrammatica “La Sciabica” irrompe sul palco dell’Astra con “La butega d’Pepp”, commedia di Laura Rossi Magi per l’adattamento e la regia di Ezio Giorgini.

La scena è ambientata nella Premiata Sartoria Croccali che il titolare (Giuseppe) ha avuto in eredità dal defunto padre senza possedere però la bravura e la passione per tale attività. La dispotica moglie Cesira è invaghita di Raffaello, un sedicente pittore che vive in casa come un famigliare a carico già da due anni.

La coppia ha tre figlie di cui la più giovane è Naomi, la più bella e coccolata dalla madre che sogna per lei un matrimonio ricco e l’entrata nella buona società, mentre alla seconda, la meno avvenente Genoveffa, riserva un ruolo nella serva di casa; la terza figlia, Angelina, è sempre in giro alla ricerca della pace spirituale confidando nell’insegnamento di filosofi e santoni sparsi in paesi orientali. I bizzarri frequentatori della bottega con le motivazioni più svariate formano i tasselli di una spassosa storia contemporanea.

Biglietto posto unico a € 6. Info e prevendite presso Pro Loco 071 7822987. Appuntamento successivo venerdì 5 aprile con L’Affare importante” de “I Gira…soli”.

Interpreti: Gerardo Giorgini, M. Luisa Giambartolomei, Sara Gasparini, Laura Rossi Magi, Angela Renzi, Mario Raffaeli, Elio Mancinelli, Maurizio Tiberi, Filippo Paolasini, Donatella Angeletti, Silvano Filonzi.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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