A Madre Lengua i Balta e Ribalta

Mercoledì 13 marzo all’Astra appuntamento con la commedia dialettale amatoriale

Castelfidardo, 12 marzo 2019 – “Che imbrojo” per la seconda serata di Madre Lengua. Mercoledì 13 marzo alle 21.00 all’ Astra, la rassegna dialettale amatoriale organizzata da “I Gira…Soli” in collaborazione con la Pro Loco e l’assessorato alla Cultura, entra nel vivo con l’esibizione dei Balta e Ribalta, gruppo teatrale nato nel 2000 a Santa Maria Nuova e oggi radicato a Polverigi, che ogni anno ha realizzato e proposto una nuova commedia.

Quello in concorso a “Madre Lengua” è un lavoro del 2018, liberamente tradotto e adattato da “Una matassa imbrogliata” di Edoardo Scarpetta di cui Maria Angela Ceccati ha curato la traduzione, l’adattamento e la regia.

Foto di scena per la Compagnia Balta e Ribalta di Polverigi

La trama pone al centro della narrazione Ernesto, giovane pittore che alla vigilia del matrimonio con Lisetta si trova a dover fronteggiare situazioni molto complicate in cui trascina e coinvolge l’amico e testimone di nozze Alfredo. Ma tutte le loro trovate, anziché risolvere i problemi che via via si presentano, finiranno per creare un pericoloso labirinto da cui essi stessi faticheranno ad uscire

Biglietto unico a € 6; Info e prevendite presso Pro Loco 071 7822987. Appuntamento successivo in programma mercoledì prossimo, 20 marzo, con gli “Attori per caso” di Chiarino in “Tutti i nodi vengono al pettine”.

Interpreti: Manuel Bartoli, Michele Baldi, Giorgio Esposto, Gianluca Gambini, Alessandro Andreoli, Fabio Pompozzi, Davide Bianchini, Giovanni Breccia, Elisa Casoni, Tania Traversi, Anna Cappelletti, Federica Ferretti, Agnese Ubaldi, Laura Pigliapoco, M. Teresa Belvederesi, Odetta Caporaletti, Emma Baldi.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
Pane Burro & Marmellata

 

UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA CI UCCIDERÀ!                                                                                                 La natura non può decomporre la nostra imbecillità

19 marzo 2019 – Le buste di plastica per la spesa sono leggerissime,tanto quanto l’indifferenza dei più che ne sottovalutano la pericolosità per l’uomo e l’ambiente. E non solo perché c’è stato qualcuno che ci ha infilato la testa dentro ed è morto asfissiato. O c’è stato qualche animale domestico che ha ingerito una busta di plastica rimanendone soffocato.

Oggi, le buste di plastica sono proibite, ma la gente continua ad usare quelle che aveva in casa e chissà quando spariranno del tutto, considerato che la plastica immessa nell’ambiente impiega mediamente 450 anni per biodegradarsi. E anche dopo tutto questo tempo, non sparisce affatto. Si trasforma in micro particelle che vengono ingerite da animali e pesci, entrando così nella nostra catena alimentare. E in quella dei più grandi cetacei sparsi nei mari di tutto il mondo.

Aveva 40 chili di plastica nello stomaco la balena trovata morta tempo fa su una spiaggia delle Filippine. Lo hanno reso pubblico i ricercatori del D’ Bone Collector Museum. Un museo di storia naturale con sede nella città di Davao nelle Filippine che hanno rinvenuto la carcassa del cetaceo.

«L’animale aveva al suo interno un quantitativo di plastica che mai avevamo visto prima in una balena – hanno informato da quel museo – 16 sacchi di riso nel suo stomaco e un imprecisato numero di sacchetti di plastica per la spesa. Non eravamo preparati ad una simile quantità. Era enorme, e la plastica si stava calcificando».

Le balene ingeriscono sacchi di plastica interi, le orate, le spigole, le sarde ingeriscono le microplastiche, che sono tossiche. Così, quando andiamo al ristorante e ordiniamo un’orata alla griglia, rischiamo d’ingerire anche una certa quantità di microplastiche. Il vantaggio è che non le troveremo sul conto. Sono gratis, inodori e insapori ma altamente letali per il nostro organismo.

Quanto impiega l’ambiente a decomporre ciò che gettiamo?

  • frutta e verdura: 5/6 settimane
  • carta: 2/3 settimane – pagine di un giornale: 5/6 settimane
  • cotone e altri tessuti: circa 2 mesi – una corda: 14 mesi
  • lana: circa 2 anni – abbigliamento in pelle: 50 anni – stivale in gomma: 80 anni
  • legno verniciato: 13 anni – scatole di latta: 50 anni – alluminio: 200 anni
  • bottiglia d’acqua in plastica: 450 anni – busta per la spesa: 20 anni
  • bottiglia di vetro: 1 o 2 milioni di anni: nessuno è vissuto tanto a lungo da poterne misurare la decomposizione.

Per decomporre l’imbecillità umana, invece, impiega molto più di una bottiglia di vetro.

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