Il Liz Ballet Dance Studio brilla a Mirabilandia

Ottima partecipazione dei giovani cameranesi al Crazy Dance Contest ravennate

Camerano – Lo scorso sabato, i ragazzi del Liz Ballet Dance Studio di Via Loretana hanno partecipato ad un importante concorso tenuto nel parco Mirabilandia di Ravenna. Il Crazy Dance Contest che, oltre ad una gara, è una vera e propria vetrina per giovani artisti.

La premiazione
La premiazione dei giovani danzatori del Liz Ballet Dance Studio di Camerano. In primo piano, insieme a Lisette Benitez direttrice della scuola, il riccioluto ballerino e coreografo Roberto Carrozzino

I nostri danzatori si sono dovuti confrontare con molte scuole di ballo provenienti da tutta Italia, e sono stati valutati da una giuria di altissimo livello tecnico e professionale: Carlos Palacio per il classico, Martina Nadalini per il Modern/Contemporaneo e Roberto Carrozzino per l’Hip Hop.

Quest’ultimo, celeberrimo in tv, fa parte del corpo di ballo di “Tale e quale show”, la trasmissione di Carlo Conti.

Nonostante la levatura degli avversari, i quattro gruppi del Liz Ballet che hanno concorso si sono tutti classificati ottenendo dei risultati importanti.

I certificati, le menzioni e i premi vinti
I certificati, le menzioni e i premi vinti dai nostri giovani rappresentanti

Il gruppo classico baby, con “Wonka Chocolate”, ha ottenuto una Menzione speciale;

Il gruppo Hip Hop baby, con “Urban works”, ha ottenuto il Secondo posto più ingressi omaggio all’acquario di Genova;

Il gruppo Hip Hop Junior, con “Fireworks”, ha ottenuto il Terzo posto più ingressi omaggio all’acquario di Genova;

Il gruppo modern, con “Ying Yang”, ha ottenuto il Secondo posto più ingressi omaggio all’acquario di Genova.

Lisette Benitez, la direttrice della scuola, si è detta: «Entusiasta per questa bella affermazione di gruppo, ottenuta sia con i piccoli che con i ragazzi nelle varie specialità».

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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