Taglio del nastro per la nuova sede della scuola Il Gabbiano

La nuova struttura per l’infanzia con annesso centro sociale raggruppa tutte le scuole in un unico polo. Circa 800mila euro il costo dell’intervento

Sirolo, 14 settembre 2018 – Ieri pomeriggio 13 settembre il sindaco Moreno Misiti, alla presenza del dirigente dell’Istituto comprensivo scolastico prof.ssa Annarita Durantini, di Francesco Subissati, dei tecnici della ditta omonima, della Giunta comunale e di una folla festante di bambini, genitori e cittadini, ha inaugurato la nuova sede della Scuola dell’Infanzia Il Gabbiano.

La realizzazione del progetto ha consentito la concentrazione di tutte le scuole di ogni ordine e grado in un unico polo in Piazza del Municipio, con la riduzione dei costi di trasporto e di gestione, dotando il plesso di una scuola moderna e adeguata sotto il profilo del risparmio energetico e della sicurezza.

Sirolo – Il sindaco Misiti e i suoi ospiti al taglio del nastro della nuova scuola dell’infanzia Il Gabbiano

Il Gabbiano sorge su una superficie complessiva di quasi 500 mq, è disposta su un unico piano e comprende due sezioni scolastiche per scuola dell’Infanzia con relativi servizi, più due locali e servizi con accesso indipendente da destinare a Centro sociale per l’aggregazione giovanile.

Francesco Subissati e i suoi tecnici hanno rilevato che: «la scuola ha una struttura verticale in legno costituita da pareti portanti con copertura piana per consentire l’installazione di pannelli fotovoltaici. La costruzione di un edificio in legno è una soluzione ecosostenibile di alta valenza antisismica e a basso impatto ambientale che consente di ridurre sensibilmente i consumi energetici. La proprietà isolante del legno,  garantisce un incredibile isolamento acustico e termico e consente di avere un clima interno ideale. Inoltre, la costruzione rispetta i principi della bio-architettura: una casa in legno consuma davvero poca energia grazie alle proprietà isolanti di tale materiale».

Sirolo – La nuova scuola dell’infanzia Il Gabbiano

Il sindaco Misiti: «L’edificio è stato realizzato con l’impiego di materiali innovativi e con una particolare attenzione alle nuove tecnologie. Un edificio scolastico che sarà un punto di riferimento per la comunità, perché vi cresceranno e si formeranno i ragazzi del domani. Segue tutte le vigenti normative antisismiche. Una scuola moderna e totalmente sicura, quindi, con ambienti caldi, familiari ed accoglienti e con innovative colorazioni interne ed esterne tali da rendere ovattati ed intonati i locali e l’ambiente».

Misiti, inoltre, ha precisato che il nuovo edificio da adibire a scuola materna comunale è stato realizzato con fondazioni profonde, sia per rendere ancora più sicura la scuola sia per utilizzare la sopraelevazione, in caso di necessità, con un altro piano senza altro consumo di suolo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
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CAOS DEL GIORNALISMO – CASTE DELL’INFORMAZIONE

12 novembre 2018 – Editori di giornali, giornalismo e giornalisti nell’occhio del ciclone in Italia. Una categoria, quella dell’informazione nostrana, che un po’ rispecchia l’andazzo della Nazione e dove da tempo occorrerebbe mettere mano. Con il Governo attuale pronto a farlo come i 5stelle e Di Maio hanno preannunciato.

Caos è il primo termine che mi esce dalla penna, con tutto il rispetto verso i vari attori della commedia. Dove, a proposito di teatro, i vari registi mettono in scena la stessa rappresentazione ma interpretandola ognuno a modo proprio. Una scenografia da teatro dell’assurdo disegnata su più livelli dove, a farla da padrone, ci sono in primis gli editori e in secundis i profitti. Con quel diavolo di Godot (l’informazione seria e professionale), che tutti aspettano ma che non arriva mai.

Traduciamo. Gli editori, che hanno la cassa in mano, pagano otto euro a pezzo (spese comprese) alla stragrande maggioranza dei giornalisti. Facciamo due conti. Per arrivare a guadagnare uno stipendio di 1.200 euro, il poveretto dovrà scrivere 150 pezzi in un mese. Sono cinque articoli al giorno per 30 giorni. E questo significa che o fai tanti copia-incolla o non ce la fai.

Contributi statali alla carta stampata? Ammontano ad oltre 52milioni di euro l’anno (dati 2017). Avvenire, 5,9 mln; Italia Oggi 4,8; Libero 3,7; Il Manifesto 3 mln; Quotidiano del Sud 2,8, per citare i primi 5. Con i periodici della Chiesa che la fanno da padrone e con finte cooperative create ad hoc per poterli incassare. Forse caos non è il termine adatto.

Giornalisti schierati? Certo, tutti quelli che scrivono per testate schierate o di proprietà di partiti politici. Se non sei d’accordo, o cambi giornale o cambi mestiere. Tanti si allineano.

L’Odg, l’ordine nazionale dei giornalisti, tutto questo lo sa benissimo ma si limita a pretendere 120 euro l’anno come quota associativa da parte degli iscritti. Da tutti, compresi quelli, la maggioranza, che a 1.200 euro al mese non arriveranno mai. E lo sa benissimo anche la Fsni, il sindacato unitario dei giornalisti che a loro nome firma i contratti nazionali di categoria. Lo sa la Fieg, federazione editori giornali, e l’Usigrai, sindacato giornalisti Rai… Tutti lo sanno e nessuno che intervenga.

Esistono editori seri che editano giornali seri dove scrivono tanti giornalisti in gamba, che con difficoltà immani si muovono in questo marasma da riordinare e bonificare. E mi sa che dopo questo pezzo, anch’io dovrò cambiare mestiere…

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