Divieto d’accesso alla scuola dell’infanzia Il Gabbiano

Lo ha decretato il sindaco con un’ordinanza dopo il monitoraggio dei locali effettuato dall’Arpam

Sirolo, 18 ottobre 2019 – ieri sera, il sindaco Filippo Moschella ha decretato con un’ordinanza il divieto di accesso nella scuola dell’infanzia Il Gabbiano, immediatamente dopo aver ricevuto la nota dell’Asur Marche, emessa a seguito dei risultati del monitoraggio degli interni della struttura effettuato dall’Arpam.

Va detto, in premessa, che stiamo parlando di una scuola di recentissima costruzione, la cui inaugurazione risale al 13 settembre 2018. A convincere il primo cittadino alla chiusura della scuola, sono stati gli ultimi risultati della qualità dell’aria presente all’interno della struttura, e più precisamente di una singola aula da dove proviene un forte odore maleodorante.

Sirolo – La scuola dell’infanzia Il Gabbiano

Una prima verifica dell’Asur, risalente al febbraio 2019, aveva prodotto ben poco, tanto che l’azienda sanitaria regionale aveva consigliato di “arieggiare i locali”. Persistendo però il problema, si è proseguito con le analisi inserendo anche quelle riguardanti la Formaldeide (conosciuta anche come Formalina, ndr), e questo ha permesso di scoprire che in una sola aula la presenza di Formaldeide è pari ad un valore doppio rispetto alla normalità.

Le cause, che verranno accertate a partire dal prossimo lunedì, potrebbero essere imputabili a rivestimenti vinilici del pavimento o anche ad un solo mobile in legno presente nella stanza; al compensato pressato utilizzato per la sua costruzione o alle colle utilizzate per il suo assemblaggio. La ditta Subissati, che ha costruito la struttura, sta da sempre collaborando fattivamente con Amministrazione comunale e Asur per venire a capo del problema.

Filippo Moschella, sindaco di Sirolo

Il sindaco Moschella informa: «Per dirimere la questione, individuare cioè cosa produce la Formaldeide e procedere alla rimozione, si stimano in ordine di tempo una ventina di giorni, massimo un mese. Nel frattempo, dal prossimo lunedì i bambini verranno trasferiti nella precedente scuola dell’infanzia in Via Giulietti. La stiamo predisponendo, è ancora in buono stato c’è solo un po’ di polvere da togliere».

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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