Pugnaloni: ‘nuove scuole in tensostrutture’ ma la Mariani le boccia

L’idea è del primo cittadino che per realizzarle vorrebbe dallo Stato finanziamenti a fondo perduto. La replica di FdI: “Usiamo i soldi di palascherma e biblioteca per la costruzione di nuovi plessi scolastici”

Osimo, 4 maggio 2020 – Il sindaco Pugnaloni, dopo la ripartenza della Fase 2, pensa alla scuola: «Per settembre l’impegno è far tornare tutti in classe – scrive sulla sua pagina social – La didattica a distanza deve essere solo l’ultima delle ipotesi, ci sono tante altre soluzioni prima, utilizzo palestre ed altri spazi liberi da individuare all’interno di ciascun plesso scolastico. Servono risorse dallo Stato immediate. L’idea c’è!»

L’idea di una tensostruttura riscaldata da adibire a scuola proposta dal sindaco Simone Pugnaloni

E l’idea, dopo i bonus spesa alle famiglie, sarebbe un sostegno concreto che potrebbe arrivare immediatamente ai Comuni dallo Stato: «sono finanziamenti a fondo perduto per acquistare tensostrutture riscaldate ed utilizzabili per la didattica 2020-2021 – spiega Pugnaloni – L’istruzione è il fulcro dello sviluppo economico del Paese, crea valore. Per settembre dovrà subito risolversi il problema del distanziamento sociale da alunno ad alunno, ci vorranno il doppio degli spazi. Lo Stato deve aiutarci subito liberando risorse immediate, quattro mesi sono pochi per progettare, acquistare e montare, dobbiamo accelerare».

Un’idea, quella del primo cittadino, che non è piaciuta a Maria Grazia Mariani di FdI che controbatte: «Il Sindaco di Osimo progetta nuove scuole in tensostrutture? Ma che fine hanno fatto le quattro nuove scuole finanziate con il fondo MIUR e con il fondo INAIL, tanto pubblicizzate nel precedente mandato elettorale di Pugnaloni?»

Osimo – Il sindaco, Simone Pugnaloni

Nel bilancio triennale recentemente approvato, sono previsti undici milioni di euro per nuovi mutui. Di questi, tre milioni di euro servono per finanziare l’acquisto di immobili da ristrutturare e adibire a biblioteca; e due milioni per finanziare un nuovo Palascherma.

«Forse è il caso di fare una programmazione seria privilegiando le priorità dei cittadini agli interessi di partito – continua la Mariani – perché non mi si venga a dire che un palascherma o una nuova biblioteca vengono prima dell’edilizia scolastica! Dal 2014 Pugnaloni annuncia progetti strabilianti: nuove scuole finanziate con fondi immobiliari milionari tratti da un’idea del suo caro amico Renzi. Nel 2016 pubblica due progetti già pronti: la nuova scuola elementare di Campocavallo e la nuova scuola media di San Biagio. Nel 2017 Pugnaloni è a Roma con altri Sindaci per firmare il protocollo d’intesa con il MIUR. Sono trascorsi 4 anni e non abbiamo ancora visto nulla. I fondi tanto pubblicizzati dal PD? Tutto un bluff!»

Osimo – Maria Grazia Mariani di Fratelli d’Italia

A detta dell’esponente osimana di Fratelli d’Italia la nuova scuola elementare di Campocavallo sarà realizzata, forse, nel 2021, non con i fondi MIUR ma con l’accensione di un nuovo mutuo. Consapevole che l’emergenza sanitaria cambierà gli stili di vita e d’insegnamento, con la richiesta di spazi ben più ampi degli attuali, la Mariani boccia con decisione l’idea di Pugnaloni: «In un pallone? È uno scherzo! La tensostruttura non può essere una soluzione definitiva, significa buttare soldi dalla finestra. Non possiamo permettercelo».

E avanza una sua proposta: «Perché invece non destinare i cinque milioni di euro stanziati per il nuovo palascherma e la biblioteca alla realizzazione di nuovi plessi scolastici, o alla ristrutturazione di immobili già di proprietà comunale come per esempio un’ala dismessa della scuola elementare Santa Lucia e la vecchia Scuola Media di Via Michelangelo? Ricordate? Il PD aveva pensato di venderli per realizzare nuovi appartamenti! Se siamo ancora in tempo rinnoviamo quegli spazi e destiniamoli alle attività scolastiche».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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