Osimo – Partiti i lavori di manutenzione alla materna Fornace Fagioli

A breve, lavori anche ad Abbadia e alla elementare Marta Russo. Il Comune finanzia in proprio la nuova scuola a Campocavallo con 2 milioni di euro

Osimo, 5 luglio 2021 – Nella mattinata si è svolta una riunione in Municipio tra il sindaco Pugnaloni, l’assessore ai Servizi sociali Paola Andreoni e l’assessore alla Pubblica istruzione Alex Andreoli per fare il punto sul Piano di edilizia scolastica, tra nuovi plessi e ristrutturazioni.

Osimo – Gli assessori Alex Andreoli e Paola Andreoni

Sono partiti oggi i lavori di manutenzione straordinaria da 60mila euro alla scuola materna Fornace Fagioli, che prevedono il rifacimento della pavimentazione del piano terra con la creazione di un solaio areato che consenta di risolvere i problemi relativi all’umidità. Il plesso in questione, era stato già oggetto di un intervento di ristrutturazione al piano superiore due anni fa.

A giorni partiranno altri due interventi: uno da 30mila euro per la sostituzione di tutti gli infissi della scuola materna di Abbadia, uno da 40mila euro per il trattamento della facciata esterna esposta a nord della scuola elementare Marta Russo.

Osimo – Lavori di manutenzione alla scuola materna Fornace Fagioli

Nella riunione si sono anche definite le linee guida per la costruzione della nuova scuola elementare di Campocavallo, dopo che il Consiglio comunale aveva deciso di uscire dal lungo iter progettuale collegato al Miur e alla Società di gestione, risparmio di un fondo immobiliare compartecipato da alcuni Comuni che vinsero il bando ormai sette anni fa. Per accelerare i tempi e sbloccare il progetto che si era arenato a Roma, il Comune di Osimo ha deciso di impegnare a bilancio due milioni di euro per realizzare con fondi propri il plesso nell’area di Campocavallo lungo Via Jesi (di fronte al distributore di benzina), che venne acquistata nel 2015 dall’Istituto Campana per l’Istruzione permanente.

Di conseguenza, entro il 20 luglio il dirigente competente conferirà l’incarico al consulente esterno per realizzare entro ottobre il progetto definitivo. Una volta approvato, si potrà accendere il mutuo e portare in Consiglio comunale il progetto esecutivo a fine 2021. L’appalto verrà pubblicato il prossimo anno, una volta ottenute tutte le autorizzazioni del caso.

Sempre questa mattina, si sono decisi alcuni cambiamenti da apportare al progetto e che potrebbero richiedere un aumento dell’investimento. In particolare, si vuole aumentare l’area destinata alla palestra scolastica per raggiungere tutti gli standard richiesti dal Coni per la pratica pomeridiana dell’attività delle associazioni sportive. Sarà prevista, inoltre, un’aula magna per attività anche teatrali. Confermate invece le aule didattiche ordinarie (dieci per ospitare due sezioni), e quelle speciali per le attività di laboratorio e di segreteria.

In ultimo, all’esterno, di fronte alla scuola, si vorrebbe realizzare una sorta di piazza didattica, adiacente al parcheggio di servizio. La scuola di Campocavallo è una delle priorità di mandato dell’Amministrazione comunale, considerato l’aumento degli iscritti degli ultimi anni e le condizioni del plesso attuale, vecchio e ormai insufficiente.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

© riproduzione riservata

 


link dell'articolo